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Legge di stabilità. Manovra a caccia di una dote-extra. Servono almeno 500 milioni per gli ammortizzatori, 110 per il «Made in»

A caccia di almeno 500 milioni per far crescere la dote da destinare alla riforma degli ammortizzatori sociali prevista dal Jobs Act. Basteranno, invece, poche decine di milioni per riaccendere la “Sabatini bis” (acquisti nuovi macchinari) e almeno 110 milioni (50 il primo anno e 60 il secondo), per sostenere il «made in». Sono solo alcuni dei possibili interventi di modifica che il Governo ha intenzione di apportare al Ddl stabilità ora all’esame della Commissione Bilancio della Camera.

Ma l’elenco è ancora lungo. Per ridurre di 3 o 5 punti l’aumento dall’11,5% al 20% del prelievo sui fondi pensione l’Economia dovrà assicurare coperture tra i 100 e i 160 milioni, a seconda che la nuova tassazione la si voglia portare al 17 o al 15% (ogni punto percentuale in meno rispetto ai 20 ipotizzati dal ddl costerebbero all’Erario circa 33 milioni di euro).

Nel pacchetto di modifiche alla tassazione sui fondi pensione che il Governo potrebbe anche depositare in Bilancio tra martedì e mercoledì prossimo alla ripresa dei lavori in Commissione, sembra destinato a trovar posto anche una riduzione del carico fiscale sui fondi delle casse di previdenza dei professionisti. Il meccanismo per scongiurare l’aumento del prelievo dal 20 al 26% punterebbe soprattutto sul “maturato”.

In materia fiscale ci sarà poi un intervento destinato sempre ai professionisti. Se da parte Scelta civica, per voce dello stesso sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, continua a sottolineare che nel nuovo regime forfettizzato si potrebbe «riportare la soglia di fatturato a 30mila per tutte le partite Iva, con un’imposta sostitutiva non superiore al 10% ed il vantaggio di essere senza limiti temporali», il Governo dall’altra starebbe valutando anche un intervento ad hoc sull’Irap lasciando di fatto inalterato il nuovo regime dei mini. L’operazione potrebbe portare a una codificazione dell’esenzione dal tributo regionale per i professionisti privi di autonoma organizzazione.

Sull’Irap, poi, il gruppo Pd in Parlamento chiede, così come le imprese del turismo e agricole, l’ampliamento della deducibilità dall’imponibile Irap della componete lavoro anche per i lavoratori stagionali, attualmente esclusi dall’intervento sulla riduzione del costo del lavoro previsto dalla stabilità.

Allargamento della platea del bonus bebè e riduzione del taglio da 150 milioni sui patronati (in cambio però di una riforma del settore) son altri due capitoli all’attenzione dell’Esecutivo. Cui si dovrà aggiunge la traduzione in norme dell’accordo su più punti trovato in settimana con i Comuni e che spazia dalla nuova local tax sugli immobili – da far decollare con il nuovo anno (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) alla rinegoziazione dei mutui con la Cdp, nonché alla flessibilità nella gestione del fondo per i crediti di difficile esigibilità.

Il Sole 24 Ore – 16 novembre 2014

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