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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Lessinia contro: non c’è pace sui lupi. Il sindaco Melotti ribadisce: «La convivenza è impossibile». L’assessore Stival lascia la sala
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    Lessinia contro: non c’è pace sui lupi. Il sindaco Melotti ribadisce: «La convivenza è impossibile». L’assessore Stival lascia la sala

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche22 Settembre 2014Nessun commento4 Minuti di lettura
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    È un bene che allevatori, proprietari di malghe, sindaci e amministratori provinciali e regionali, nonché associazioni ambientaliste si siano parlati, ma il clima si tagliava con il coltello e le intemperanze non sono mancate, soprattutto nei confronti dell’assessore Daniele Stival, interrotto più volte, e nei confronti degli esponenti del Wwf che con il Comune di Bosco Chiesanuova ha organizzato il convegno «La Lessinia, il Parco, il lupo».

    La gestione dell’incontro era difficile, le relazioni anche interessanti, ma i principi di fondo da cui si partiva erano e restano distanti anni luce. Da una parte gente esasperata da predazioni che hanno toccato soglia 50 quest’anno, dall’altra chi promette che sì il lupo è un problema per gli allevamenti, ma ci sono sistemi per ridurre le predazioni, per risarcire, e forse c’è la speranza che i lupi se ne vadano da soli perché il territorio non sarebbe proprio adatto alla sua biologia. Si è sentito anche questo tra le urla di chi invece avrebbe voluto sentire solo quando si deciderà di metterli in un sacco e spedirli altrove.

    Claudio Melotti, sindaco di Bosco, lo ha detto in premessa: «Convivenza tra lupi e animali domestici è impossibile». Il suo intervento è stato più volte interrotto da applausi quando ha chiesto di mettere i lupi invece delle vacche nei recinti; quando ha detto che non ci sono soldi per il trasporto scolastico e per le aule e si spendono per i lupi; quando ha sottolineato che «con certi progetti non si fa quel che serve al territorio ma quel che serve a poteri occulti che si infiltrano per scopi inconfessabili». Ha denunciato la Regione per aver sottoscritto il progetto Life WolfAlps senza coinvolgere la gente; il Parco che avrebbe minacciato di ritorsioni gli allevatori che si oppongono al progetto; il Corpo Forestale per l’atteggiamento rigido e il posizionamento di fototrappole su terreni privati.

    Dalle stelle degli applausi per Melotti alle urla e intemperanze, tanto da far intervenire i carabinieri sulle parole dell’assessore Daniele Stival, che stizzito ha concluso anzitempo il suo discorso andandosene poco dopo. Stival ha citato le direttive ministeriali ed europee; ha ribadito che un’istituzione può fare solo quello che le leggi le permettono; ha citato l’aumento della voce rimborsi nel bilancio e il 10 per cento in più per i danni indiretti: «Se volete, prendetemi come capro espiatorio», ha detto prima di sedersi sommerso dalle urla, «e se volete ritiriamo anche la provincia di Verona dal progetto, ma sappiate che, dopo, il mio assessorato non ha altri strumenti per venirvi incontro».

    Lo zoologo Francesco Petretti ha insistito che lo spostamento non risolverebbe il problema, che la Lessinia è un’area marginale rispetto a quelle caratteristiche per lo sviluppo dei branchi e i lupi potrebbero presto andarsene da soli: la soluzione nel frattempo sarebbe di rendere loro la vita difficile con la prevenzione». Ha parlato di recinti, di cani da guardiania, di dissuasori.

    Sonia Calderola ha tentato di spiegare il progetto Life WolfAlps come responsabile regionale e della disponibilità a creare dei gruppi di discussione con chi voglia partecipare e Diego Lonardoni, direttore del Parco, ha chiesto che la Regione riconosca l’emergenza Lessinia per i lupi; che i prossimi amministratori destinino parte del bilancio ad aiutare gli allevatori allo smaltimento delle carcasse predate e che ci sia un garante condiviso della comunicazione.

    La voce degli allevatori è stata portata da Laura Giacopuzzi e Daniele Massella dell’Associazione tutela della Lessinia: hanno parlato di progetto dispendioso e inutile perché destina il 20 per cento alla prevenzione e l’80 per cento a monitoraggio e conservazione. Hanno ribadito che le misure preventive non possono funzionare e che se si punta alla riduzione del 30 per cento dei danni è ancora tropo poco: «E poi perché il ministero accoglie le proposte degli ambientalisti di non dare la caccia all’orso sull’Altopiano di Asiago e non ascolta gli allevatori?».

    Averardo Amadio, presidente onorario di Wwf Veneto, ha ribadito che il lupo è venuto da solo e nessuno lo ha portato. «Gli allevatori meritano rispetto per il lavoro di conservazione dell’ambiente che senza di loro sarebbe impossibile. Allora riconosciamo il danno in tutte le componenti dirette e indirette e risarciamolo. Allestiamo una squadra di esperti (e qui le urla si sono sentite anche in piazza ndr.) per aiutare gli allevatori. Il Wwf non è solo dalla parte del lupo, ma anche dei pastori e la Lessinia civile non può rinunciare né agli uni né agli altri».

    Vittorio Zambaldo – L’Arena – 22 settembre 2014 

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