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Liberalizzazione delle professioni. La rivolta degli Ordini

Presidenti di veterinari, medici e farmacisti chiedono il ritiro immediato dell’emendamento alla manovra e l’avvio di un tavolo di confronto che valorizzi invece il comparto

In una lettera inviata al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il presidente della Federazione dei farmacisti, Andrea Mandelli, della Federazione dei medici, Amedeo Bianco, e della Federazione dei veterinari, Gaetano Penocchio, chiedono il ritiro immediato dell’emendamento alla manovra per la liberalizzazione delle professioni e l’avvio di un tavolo di confronto per la definizione di un processo di riforma delle professioni “che valorizzi il comparto e non lo destrutturi in modo definitivo”.

“Un atto molto grave che mina i presupposti che sono alla base degli ordinamenti professionali”. Così il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, della Fnomceo, Amedeo Bianco, e della Fnovi, Gaetano Penocchio, definiscono l’emendamento governativo in materia di liberalizzazione delle professioni ordinistiche nella bozza di manovra all’esame del Parlamento. E in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, chiedono il ritiro immediato dell’emendamento.

“Uniformare le professioni al principio della libera impresa è un segnale di ostilità per chi è quotidianamente impegnato a tutelare l’interesse generale della collettività attraverso un lavoro di ausilio e sostegno costante allo Stato e alle sue istituzioni, rinunciando a posizione comode e remunerative, con il solo scopo di presidiare ai valore più alti della democrazia e della crescita del Paese”, scrivono i tre presidenti nella lettera. Ricordando che “gli Ordini delle professioni sanitarie hanno più volte manifestato la loro volontà di cimentarsi nel percorso di riforma dei loro ordinamenti e, non a caso, il Ddl 4274/S, di iniziativa governativa, all’esame finale degli emendamenti da parte della XII Commissioni Affari Sociali della Camera, prevede all’art. 6 una delega al Governo per la riforma delle professioni sanitarie dei relativi Ordini”.

“Non possiamo e non vogliamo credere – continuano i presidenti – che l’Esecutivo da Lei presieduto voglia caratterizzarsi con un atteggiamento di totale chiusura nei confronti di chi ha da sempre validamente lavorato in ausilio delle Istituzioni”.

Per questo Mandelli, Bianco e Penocchio chiedono a Berlusconi di “soprassedere all’inserimento delle norme liberalizzatrici in seno alla manovra, dando l’avvio sin da subito a un tavolo di confronto con gli Ordini professionali per la definizione del processo di riforma delle professioni che valorizzi il comparto e non lo destrutturi in modo definitivo”.

Quotidianosanita.it – 13 luglio 2011

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