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Liberalizzazioni, maggioranza: nuovo dl integrativo su banche, farmacie e assicurazioni

Ritirati tutti emendamenti. La proposta serve a integrare il testo che andrebbe in votazione senza ulteriori modifiche. Idv: è la conferma che il decreto non va. In aula il 19 marzo

La maggioranza ha ritirato tutti gli emendamenti al decreto legge liberalizzazioni. Lo riferisce il relatore al testo Cosimo Ventucci. La seduta del via libera delle commissioni è previsto per venerdì mattina e, secondo quanto riferiscono i deputati, dovrebbe arrivare senza ulteriori modifiche al testo che in Aula è previsto a partire dal 19 marzo e che deve essere convertito in legge entro il 24 marzo.

Il relatore di maggioranza chiede a Monti Dl integrativo. La maggioranza chiederà al presidente del Consiglio, Mario Monti, un decreto legge integrativo su banche, assicurazioni e farmacie. La richieste, spiega il relatore, Cosimo Ventucci, sarà fatta domani nel corso dell’intervento del premier nelle commissioni Attività produttive e Finanze della Camera. La maggioranza dunque è pronta a accettare la richiesta del governo di non modificare il decreto legge sulle liberalizzazioni in seconda lettura a Montecitorio e che scade il 24 marzo e ha infatti ritirato tutti i propri emendamenti.

Un decreto deroga con le modifiche. Pdl-Pd-Terzo Polo stanno lavorando a un ordine del giorno o ad una risoluzione che impegni l’Esecutivo a compiere delle modifiche con un decreto legge «integrativo». Per quanto riguarda il rischio che il nuovo provvedimento sia omnibus e dunque contravvenga alle sollecitazioni del capo dello Stato Giorgio Napolitano, Ventucci non esclude la necessità di una «deroga», magari anche con tanto di «lettera al Capo dello Stato».

Banche e farmacie: più trasparenza e dati certi. «Il problema delle banche (vale a dire della norma approvata al Senato che prevede la nullità delle commissioni, ndr) – spiega Ventucci – è un problema serio e va affrontato nell’ottica della trasparenza». Per quanto invece riguarda le farmacie, il deputato del Pdl evidenzia come una delle questioni sia quella legata ai concorsi: «Vanno fatti – dice sempre Ventucci – sulla base di dati certi e noi a disposizione abbiamo solo quelli dell’Istat 2009, che sono più vecchi di quelli dei comuni». Infine, le assicurazioni: «Sono stati introdotti dei vantaggi per le assicurazioni. Ora le assicurazioni dovrebbero garantire – conclude – vantaggi sui costi».

Il Governo intende ”accogliere” le ”indicazioni” del Parlamento in tema di liberalizzazioni, ”di cui terrà conto nei prossimi provvedimenti normativi”. Lo riferisce l’Ansa riportando le dichiarazioni del sottosegretario allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, in seno alle commissioni Attività Produttive e Finanze della Camera. 

Idv: è la conferma che il decreto non va bene. «La sorprendente richiesta della maggioranza tripartita di un dl integrativo sulle questioni più rilevanti in materia di liberalizzazioni, come banche, farmacie, significa che quello che stiamo per approvare blindato non va bene, e soprattutto non soddisfa neppure la maggioranza che lo vuole, o meglio deve approvare». Lo dice la deputata dell’Idv Silvana Mura. «Invece di ricorrere a strumenti singolari che sanno tanto di presa in giro come la richiesta al governo di tornare in futuro su argomenti su cui non ha avuto la forza e in coraggio di affrontare oggi, si prenda di petto la questione e la risolva subito cambiando l’attuale decreto».

Avvocati: da domani 7 giorni di sciopero. Da domani e per sette giorni, fino al 23 marzo, scioperano degli avvocati per protestare contro le liberalizzazioni e per chiedere una «vera» riforma della giustizia. E sempre nella giornata di domani terranno una manifestazione nazionale a Roma, mentre dal 23 al 24 marzo si riuniranno a Milano per il congresso straordinario dell’avvocatura. «Domani arrivano a Roma migliaia di avvocati, mentre in tutta Italia 230mila legali incrociano le braccia contro la rottamazione della macchina giudiziaria, le liberalizzazioni selvagge e per chiedere una vera riforma della giustizia», dice il presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura Maurizio De Tilla.

Ansa – 14 marzo 2012

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