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«In aumento in Italia le malattie legate al cibo» Siamo sempre più nutriti, ma anche malnutriti

Con conseguenze pericolose per la salute dell’umanità. Le malattie che mettono più paura agli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sono oggi quelle croniche e degenerative, in buona parte causate da una cattiva cultura alimentare: pressione alta, colesterolo vagante tra vasi e cuore, alterato metabolismo degli zuccheri (anticamera di diabete e obesità).

Tutte malattie controllabili, ma che portano a disabilità, pessima qualità di vita, costi enormi di sanità pubblica. Cattiva alimentazione uguale «infiammazione silente», non quella dolorosa che si spegne con i farmaci, ma quella delle cellule, indotta da troppi cibi infiammatori e pochi antinfiammatori. A Milano, nella terza edizione del convegno Science in nutrition , il top della ricerca internazionale ha disegnato la mappa del mondo «infiammato»: bandierine rosse e blu. Paesi cold spot e Paesi hot spot , freddi e caldi. L’Italia e il Giappone per esempio, grazie a una dieta che premia la longevità in buona salute, sono freddi (blu). Gli Stati Uniti, dall’alimentazione ricca ma infiammatoria, sono in rosso. L’Italia e il Giappone, a causa di una cattiva alimentazione nei giovani, stanno però diventando troppo tiepidi, mentre gli Stati Uniti si «sfiammano» un po’ grazie alle campagne di prevenzione alimentare. Ma l’allarme vero arriva da nazioni un tempo povere, ma sane e nettamente blu, che stanno ora diventando rosse. Cina e India, per esempio, che da sole assommano molto più di un terzo della popolazione mondiale: 2 miliardi e 600 milioni in due. In India al momento, e i dati sono molto più bassi della realtà, vivono 61 milioni di diabetici (un’Italia malata). La ricchezza porta cibo spazzatura e stili di vita sbagliati. E anche la produzione di antiossidanti biodisponibili viene meno. Frutta e verdura, per esempio, ma anche pesce e carni, hanno perso sostanze «buone», di difesa dalle malattie del secolo. E il consumo di vegetali è calato: meno del 60% della popolazione adulta consuma quotidianamente verdura. Occorre tornare all’antico. Al meglio dell’antico: la dieta mediterranea. Che, ora lo sappiamo, tinge il mondo di blu.

Mario Pappagallo – Corriere della Sera – 18 marzo 2014 

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