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Lombardia. Al via i “respingimenti” per gli animali stranieri

L’ultima che ha dovuto fare i conti con la politica dei “respingimenti” è un’iguana trovata ai margini della strada. Per lei porte rigorosamente chiuse. È quasi un “federalismo animalista” quello applicato a Cascina Stella, una delle più importanti cliniche veterinarie pubbliche della Lombardia d’ora in poi po sarà a cogliere e curare solo specie autoctone, niente da fare per quelle esotiche.

Cascina Stella, a pochi chilometri da Cremona, è un “Cras” (Centro di recupero animali selvatici). Ogni Provincia deve averne uno, quello di Castellone serve anche Lodi. Gestita dal Wwf, la struttura, molto conosciuta dagli addetti ai lavori e non solo, ha accolto l’anno scorso 1.200 animali feri-ti o abbandonati. Ma una direttiva emanata di recente dalla Provincia, che ricalcai principi della normativa regionale, ha dato un aut aut specificando i gruppi faunistici che non potranno più essere soccorsi: animali domestici, rettili, pesci, anfibi, invertebrati, specie di importazione o sottoposte a piani di contenimento, talpe, ratti, topi. Il giro di vite è stato confermato dal responsabile Wwf Bassano Riboni. «Stiamo subendo un’imposizione e purtroppo, sino al rinnovo della convenzione, dobbiamo attenerci al divieto della Provincia. È vero che le autorizzazioni in nostro possesso non consentono di accettare le specie esotiche, ma è anche vero che in questi anni pensiamo d’aver svolto un buon servizio e di aver limitato la liberazione nel territorio di animali alloctoni. Se approviamo questa nuova linea? Certo che no. Essere costretti a negare l’aiuto a persone che vengono a consegnare esemplari feriti, è tutto fuorché piacevole». Ma la Provincia non ha intenzione di tornare indietro. Per l’assessore all’Agricoltura Gianluca Pinotti ci sono «due ordini di problemi: la sicurezza degli animali e degli stessi animali. Lo dico da veterinario: Cascina Stella non è idonea ad accogliere quelli esotici. Per questo ci stiamo attrezzando per creare un servizio migliore e chiederemo le necessarie autorizzazioni». Quanto alla emergenze, l’assessore assicura che «sono garantite». In questo modo: «Si chiama la polizia provinciale o si porta, se ci si riesce, l’animale ferito a Cascina Stella. Provvederemo poi noi a trasferirlo in un centro specializzato». Fatto sta che nei giorni scorsi una piccola lepre e una tartaruga dalle orecchie rosse hanno subito la stessa sorte dell’iguana ferita: respinte.

Libero Quotidiano Milano di sabato 8 ottobre 2011

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