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Lombardia. Ospedali, tre saggi per i 700 aspiranti direttori. Li ha nominati la giunta Maroni per selezionare i 100 manager con i profili migliori

UN TRIO di esperti per individuare i prossimi manager sanitari. Li ha nominati la giunta Maroni: sono Francesco Longo, docente del Cergas della Bocconi, il rettore della Statale Luca Vago e Cristina Masella, ordinario di Ingegneria gestionale del Politecnico. Tre tecnici che, nel prossimo mese e mezzo, dovranno formulare una short list dei 100 profili migliori, tra cui Palazzo Lombardia individuerà poi i nuovi 35 direttori (contro i 45 attuali) che da gennaio guideranno le otto Ats (le nuove Asl) e le 27 Asst (i nuovi ospedali) introdotti dalla riforma sanitaria.

Per individuare la rosa dei 100 — prevista dalla riforma e introdotta su richiesta delle opposizioni — la commissione dovrà fare colloqui individuali o sottoporre i candidati a un test. Un’ipotesi prevista anch’essa dalla riforma. E che potrebbe dar luogo a un mega concorsone tra direttori: uno scenario a dir poco insolito. Una volta ottenuta, la short list sarà usata da Maroni, insieme con il neo sottosegretario (ed ex magistrato) Gustavo Cioppa, per fare le nomine, valide fino al 2020.

Una partita complessa. Che, non a caso, lo stesso Maroni ha avocato a sé nell’annunciare, la settimana scorsa, la decisione di mantenere ancora le deleghe sulla sanità. Del resto, che quella delle nomine sia la partita più grossa per la sanità lombarda di qui a fine anno lo conferma anche l’attesa che in queste ore sta montando per la nomina del direttore dell’Agenzia dei controlli, un altro dei nuovi enti introdotti dalla riforma. Per la poltrona all’inizio in pole position c’era la maroniana Maria Cristina Cantù, ex assessore regionale e paladina dei controlli in sanità. Viste le polemiche sulla sua incompatibilità, a spuntarla però potrebbe essere un altro leghista, il direttore dell’ospedale di Seriate Andrea Mentasti, ex numero uno di Orio al Serio. Non è ancora detta l’ultima parola, visto che comunque le candidature sul tavolo sono 105. Tra queste, quelle del neo direttore al Welfare Walter Bergamaschi e del suo vice Mauro Agnello, di Giacomo Boscagli, figlio dell’ex assessore Giulio (e nipote di Formigoni) e di manager in carica come Marco Trivelli (Niguarda) e Alberto Zoli (Areu). Nonché di alcuni manager coinvolti in inchieste come Mauro Lovisari, Luigi Gianola e Antonio Mobilia. La nomina potrebbe arrivare domani.

Repubblica – 1 novembre 2015 

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