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Lotta alla Caev, la Regione Sardegna stanzia un milione per prevenzione e indennizzi

La Regione ha approvato il nuovo piano per combattere la Caev (Artrite-encefalite virale), malattia infettiva delle capre che colpisce soprattutto le razze da latte.

Lo strumento, che vale per l’anno in corso e fino al 2016, stanzia inizialmente 1 milione di euro e oltre, alle misure di prevenzione e cura, prevede per la prima volta incentivi per l’abbattimento dei capi sieropositivi e per l’acquisto di allattatrici artificiali per la costituzione di gruppi di capretti “free” dalla patologia. La delibera è stata approvata dalla Giunta Cappellacci su proposta congiunta degli assessori dell’Agricoltura e della Sanità, Oscar Cherchi e Simona De Francisci. “Si tratta di un provvedimento importante – spiegano i due esponenti dell’esecutivo – sul quale la Regione stava lavorando da tempo per tutelare da una malattia insidiosa circa 2.600 aziende e il nostro patrimonio caprino che conta oltre 240mila capi. Il Piano ha il duplice obiettivo di contrastare ed eradicare la Caev e, dall’altra, difendere un’economia che, parallelamente a quella del comparto ovino, rappresenta una fondamentale fonte di reddito per gli allevatori della Sardegna”. Secondo i recenti dati dell’Osservatorio epidemiologico veterinario regionale, tra il 2011 e il 2013 sono risultate positive alla Caev 193 aziende isolane su 235 controllate. La principale via di trasmissione della malattia, nel contagio dei capretti neonati, avviene tramite il colostro o il latte contenenti l’agente patogeno, mentre negli adulti avviene con la mungitura, soprattutto se meccanica. Nei capretti tra i 3 e i 6 mesi la malattia si può manifestare, anche se raramente, in una forma nervosa che provoca debolezza negli arti posteriori e paralisi. Nelle capre adulte i sintomi sono l’artrite, la polmonite e la mastite. I danni economici riscontrabili in un allevamento infetto sono la riduzione della produzione di latte fino al 25-30 per cento, una maggiore predisposizione a contrarre malattie, maggiori costi di alimentazione, minore longevità degli animali colpiti, disturbi nello sviluppo dei soggetti giovani, associati a minor vitalità e maggior numero di interventi terapeutici nella fase di crescita. A oggi non esiste alcun vaccino contro la Caev e la profilassi è esclusivamente sanitaria.

Unione sarda – 30 settembre 2013 

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