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«Precari, centinaia di migliaia a rischio». Colpiti servizi sanitari

«Precari, centinaia di migliaia a rischio» La Cgil: al via il giro di vite della Fornero, in bilico il 60-70% dei contratti in scadenza, colpiti i servizi sanitari

Il destino dei precari italiani potrebbe essere quello di scivolare nella voragine della perdita del lavoro, con conseguenze esplosive su alcuni settori strategici, a partire dalla sanità. II 60-70 per cento dei 700mila contratti in scadenza a fine anno – secondo le previsioni della Nidil Cgil – rischiano di non essere rinnovati: una ipotesi raggelante in un Paese in cui la disoccupazione ha superato l’11 per cento e dove, secondo dati Inps 2011, sono 1.464.950 le persone che hanno avuto nell’arco dell’anno anche un solo contratto di collaborazione. «Le cifre dei lavoratori “in bilico” non sono ancora definitive – spiega Filomena Trizio, segretario generale della Nidil (Nuove identità di lavoro) – ma si presume che centinaia di migliaia di contratti di collaborazione scadano, e che quindi vadano in vigore le norme della legge Fornero: è auspicabile che le norme siano applicate con una contrattazione tra sindacati e impresa, senza la quale è alto il rischio che le aziende preferiscano non attivare nuovi contratti o trasformarli in tipologie meno tutelate». Le nuove disposizioni, più stringenti, infatti, prevedono che i contratti «rispondano a progetti veri, con retribuzioni non inferiori ai minimi contrattuali, che determinano un risultato finale di modifica della situazione aziendale». E i primi segnali sono negativi: molte aziende, denuncia il sindacato, «non stanno rinnovando i contratti» o li stanno convertendo in partite Iva, voucher o in contratti occasionali. Dalll’estate 2013, secondo la Cgil medici, il settore-simbolo dei tagli potrebbe essere la sanità, dove i precari sono 29.500 su 683.447 dipendenti. Grazie a una norma che prevede un parziale sblocco del turn over e alla proroga dei contratti precari contenuta nella legge di stabilità, il servizio pubblico potrà andare avanti fino a luglio. Ma con un miliardo di risorse in meno, i primi a pagare potrebbero essere proprio coloro che hanno il contratto in scadenza, con ricadute importanti sulle prestazioni di pronto soccorso e 118. Migliaia di medici sono già stati “tagliati”: 3360 dal 2009 al 2011; 1741 dal 2010 al 2011. Complessivamente i medici precari sono 7240.

Tirreno di giovedì 27 dicembre 2012

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