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    Home»Notizie ed Approfondimenti»L’Unione Europea striglia l’Italia: “Misure urgenti per la crescita”
    Notizie ed Approfondimenti

    L’Unione Europea striglia l’Italia: “Misure urgenti per la crescita”

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche22 Ottobre 2011Nessun commento4 Minuti di lettura
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    Via libera agli aiuti alla Grecia. Nessun piano per Italia e Spagna ma Roma deve accelerare le riforme”Titoli di Stato sotto pressione spread Bund-Btp a quota 380 ma Piazza Affari chiude a +2%. Domenica il vertice decisivo, scricchiola l’asse Parigi-Berlino

    Cresce la pressione dei partner sull’Italia in vista del vertice Ue di domenica affinchè il governo vari al più presto provvedimenti destinati a rilanciare la crescita e faccia chiarezza sulla strategia che intende seguire sul fronte della politica di bilancio. Dopo l’ennesimo slittamento delle misure per il rilancio dell’economia, a sottolineare la «massima urgenza» che la questione riveste è stata la Commissione europea attraverso Amadeu Altafaj, il portavoce del responsabile agli affari economici e monetari Olli Rehn. Ma analoghe sollecitazioni sono giunte, direttamente o indirettamente, anche dalla Germania, dalla Francia e dall’Olanda: tutti attendono da Roma indicazioni precise in occasione del vertice Ue di domenica prossima. Dove anche la questione delle dimissioni di Lorenzo Bini Smaghi dal board della Bce rischia di riesplodere a causa dei malumori francesi.

    «L’Italia deve sgombrare il campo da ogni dubbio sulla sua politica fiscale», ha osservato sulle colonne del quotidiano tedesco Handelsblatt lo stesso Rehn in un’intervista pubblicata oggi mentre a Bruxelles Giulio Tremonti ed i suoi colleghi davano il via all’esame delle misure anticrisi da prendere a livello Ue e l’ok alla sesta tranche di aiuti per la Grecia. Il portavoce del commissario ha poi ricordato che «durante l’estate, l’Italia ha approvato un pacchetto ambizioso che va nella giusta direzione, ma deve essere seguito con urgenza da misure per la crescita». Altafaj ha quindi osservato che Bruxelles «non fa pressioni ma incoraggia con forza» il governo «a finalizzare con la massima priorità» tali misure. Del resto, per la Commissione anche gli obiettivi di bilancio che l’Italia si è data «vanno definiti con misure robuste e una tabella di marcia corretta per ristabilire la credibilità del Paese sui mercati. Per Bruxelles – ha poi aggiunto – è chiaro che serve un pacchetto complessivo di misure per rafforzare le debolezze strutturali dell’economia». Ma anche per «migliorare la qualità della sua spesa pubblica».

    Sono ormai in molti a ritenere, a Bruxelles come in altre capitali europee, che l’Italia sia una sorta di “sorvegliata speciale”. Perchè dopo la burrasca che l’estate scorsa ha investito i nostri Btp e costretto la Bce a intervenire, è sotto gli occhi di tutti che a causa del suo peso specifico il nostro Paese, senza adeguati interventi correttivi, rischia di dare il colpo di grazia a una costruzione europea già pericolosamente incrinata nella sua credibilità dalla Grecia e dall’incapacità di dare risposte tempestive e valide alla crisi dei debiti sovrani.

    In questo contesto, Angela Merkel e Nicolas Sakozy, secondo quanto ha scritto Handelsblatt, intendono mettere Silvio Berlusconi «pesantemente sotto pressione», in occasione del vertice di domenica perchè su un punto sono d’accordo: l’Italia deve essere costretta a risparmiare. Un ’messaggiò sostanzialmente ribadito anche da fonti vicine al governo tedesco. La determinazione dei partner a fare pressing su Roma è stata poi esplicitata anche dal ministro delle finanze olandese Jan Kees de Jager: «L’Italia deve prendere nuove misure» per le riforme e i tagli alla spesa pubblica «e mi aspetto che le presenti durante il vertice di questo weekend».

    Intanto, dopo la debacle di ieri, Piazza Affari chiude la settimana sulle ali dell’ottimismo. A spingere gli indici milanesi sono stati i titoli bancari, guidati da Unicredit (+6,62%) e Intesa Sanpaolo (+6,40%), in recupero dopo il tonfo di ieri. Bene anche il Banco Popolare (+4,81%) mentre chiude in controtendenza la Popolare di Milano (-0,35%) alla vigilia dell’infuocata assemblea di domani per il rinnovo dei vertici.

    Lastampa.it – 22 ottobre 2011

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