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Manager Asl. Anche Benazzi e Pavesi verso la riconferma

Ai nomi già anticipati – Claudio Dario in arrivo a Padova, Giancarlo Ruscitti in pole per Venezia, Giusy Bonavina confermata a Verona così come Alessandro Dall’Ora (Bussolengo) e Fernando Compostella (Belluno) – si aggiungono ora quelli di Francesco Benazzi e di Giovanni Pavesi destinati a mantenere le rispettive poltrone nell’Alta Padovana e a Monselice

Visite ambulatoriali nel dopocena, esami strumentali fino a mezzanotte. Annunciata dal governatore Luca Zaia nel saluto di fine anno, la novità del 2013 nel sistema ospedaliero veneto mira ad abbattere le liste d’attesa dei pazienti e ad “ammortizzare” al meglio i macchinari. «Abbiamo investito 26 milioni in nuove tecnologie e intendiamo utilizzarle appieno», è l’assunto. Nel concreto, la delibera che sarà approvata martedì prevede l’estensione delle prestazioni feriali in orario 20-24: in cambio delle prestazioni straordinarie, i medici volontari percepiranno dalla Regione un compenso annuo complessivo stimato tra i 26 e 30 milioni. «Un progetto coltivato da tempo», fa sapere l’assessore Luca Coletto «serviva un colpo d’ala, ora le risorse necessarie sono disponibili». A proposito di sanità, Zaia ufficializzerà il 28 dicembre le nomine dei direttori generali delle Usl ma le indiscrezioni si susseguono. Ai nomi già anticipati – Claudio Dario in arrivo a Padova, Giancarlo Ruscitti in pole per Venezia, Giusy Bonavina confermata a Verona così come Alessandro Dall’Ora (Bussolengo) e Fernando Compostella (Belluno) – si aggiungono ora quelli di Francesco Benazzi e di Giovanni Pavesi destinati a mantenere le rispettive poltrone nell’Alta Padovana e a Monselice. Il discorso del governatore leghista ha investito anche i temi del mercato e del lavoro: «In quest’annus horribilis abbiamo tentato di sostituirci a qualcosa che manca sul mercato, diventando i primi committenti dell’economia veneta, ora la Regione chiede che dei 7,5 miliardi di euro di opere finanziate siano i lavoratori veneti, e non altri ad usufruirne». Sul terreno dello sviluppo, determinante è l’accesso al credito: dando voce alle 600 mila partite Iva «boccheggianti» del Veneto, Zaia ha lamentato «l’assenza di liquidità», osservando però che la scarsità di mezzi finanziari diventa troppo spesso «un alibi per non pagare le fatture». «In questo campo», ha aggiunto «Veneto Sviluppo, che ora ha un cda degno del board di una grande multinazionale, cerca di sostituirsi alla figura un tempo incarnata dal prete: quella di garantire sulla persona di chi chiede soldi, che però deve dimostrarci di fare veramente qualcosa, perché stiamo impiegando le tasse dei veneti». Previsioni 2013? Non proprio rosee: «Secondo i nostri indicatori, il prossimo anno ci saranno altri 20 mila disoccupati rispetto ai 162 mila attuali mentre molte imprese stanno esaurendo la disponibilità di fondi privati e personali: siamo pronti ad affrontare tutto questo, ma la grande preoccupazione riguarda gli ammortizzatori sociali». Tramontata l’epoca Berlusconi-Bossi, sempre più tesi i rapporti con il Governo nazionale. Meglio – o meno peggio – il Monti bis o l’avvento di Bersani? «Non è un problema di casacca ma di qualità di risposte che l’esecutivo saprà dare. Auspico un nuovo Governo in grado di rispondere alle istanze del nostro territorio. Rischiamo la più grande tragedia, il salvadanaio” sta per essere svuotato totalmente e il pericolo è quello di rivedere in sella una politica che preservi i privilegi del Sud e affami il Nord». È tutto? C’è il tempo per un grazie alla squadra degli assessori: «Sono i miei gioielli», enfatizza «escludo rimpasti, non mi risulta che qualcuno di loro andrà a Roma». Ad un paio di loro, più che un augurio è suonata come una jettatura.

Il Mattino di Padova – 22 dicembre 2012

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