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Manager pubblici, in Veneto due sopra il milione

VENEZIA Primo e senza diretti inseguitori, con un reddito annuo complessivo di oltre 4,2 milioni, è il “solito” Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni, che ieri, quanto a crisi dei consumi e prezzo record della benzina, ha commentato: «certamente il Paese va un po’ più in bicicletta per i prezzi alti».

Dietro il manager vicentino, ex presidente degli industriali veneziani, l’avvocato romano Alfredo Biagini, all’epoca presidente di Concessioni autostradali venete (Cav) con 1,8 milioni e il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, in qualità di presidente della Fondazione Teatro La Fenice, con un reddito annuo di 674mila euro. La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha diffuso il bollettino 2011 sulla situazione patrimoniale «di titolari di cariche elettive e direttive di alcuni enti». Un dossier di oltre 300 pagine che raccoglie le dichiarazioni rese dagli interessati al 15 giugno 2012. L’anno di riferimento dei redditi è, però, il 2010. La radiografia riguarda gli incarichi di vertice nelle società partecipate dagli enti pubblici. Ed è per questo che nell’elenco compare l’imprenditore padovano Massimo Carraro, al tempo vice presidente della Sace (gruppo assicurativo-finanziario) con 529mila euro. Sopra il mezzo milione c’è anche Nicola Cecconato, presidente dell’Istituto Sviluppo Agroalimentare qui nominato dall’allora ministro all’Agricoltura Luca Zaia. Appena sotto due veneziani: uno d’adozione, come Paolo Baratta, presidente della Biennale (483mila euro); l’altro doc come Paolo Costa, numero uno dell’Autorità portuale di Venezia (387mila euro). Vittorio Mincato, ex Eni e Poste, all’epoca presidente della Fiera di Vicenza, nel 2010 ha dichiarato complessivamente 386mila euro e un bel pacchetto di azioni: da Atlantia a Mps, e poi Enel, Eni, Intesa Sanpaolo, Snam, Telecom e Terna. Nella classifica, inoltre, i due a.d. di Save Paolo Simioni (358mila euro) e Monica Scarpa (204mila euro), il dg di A4 Holding Bruno Chiari (230mila euro) e l’imprenditore padovano Francesco Peghin (227mila euro) la cui dichiarazione supera quella di Matteo Marzotto (157mila euro).

Il Mattino di Padova – 28 agosto 2012

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