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Manovra al rush finale: sale l’ipotesi voto di fiducia

La manovra si avvicina alla stretta finale e si fa sempre più concreta l’ipotesi di una blindatura del provvedimento in aula.

«Sulla manovra credo si arriverà certamente alla fiducia – spiega il capogruppo del Pdl alla Camera, Massimo Corsaro, conversando con i cronisti a Montecitorio». Da qui a lunedì, prosegue Corsaro, «sarà presentato l’emendamento dei relatori e la fiducia sarà posta su un testo validato da tutta la commissione». E anche il presidente della Camera Gianfranco Fini giudica «verosimile l’apposizione del voto di fiducia». Intanto il premier, Mario Monti, ha convocato per domenica sera i sindacati per un incontro informale a Palazzo Chigi domani sera alle ore 20. Il confronto, a cui parteciperanno i segretari generali di Cgil, Susanna Camusso, Cisl, Raffaele Bonanni, Uil, Luigi Angeletti, e Ugl, Giovanni Centrella, sarà l’occasione quindi per fare il punto sul decreto salva-Italia viste le critiche che i tre leader sindacali hanno riservato alle misure anti-crisi.

Vertice Giarda-partiti: accordo sul metodo, ma resta il nodo coperture

Alla Camera prosegue quindi l’esame della manovra dopo la riunione tra il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, e le forze politiche su eventuali modifiche al decreto. Circa due ore di confronto al termine del quale ci sarebbe, secondo quanto ha spiegato Bruno Tabacci (Api), «un’intesa sul metodo, mentre resta aperto il nodo delle risorse. «C’è l’accordo sul metodo di lavoro – racconta Tabacci -, cioè di dare mandato ai relatori (Maurizio Leo del Pdl e Pier Paolo Baretta del Pd) di lavorare insieme al sottosegretario all’Economia Vieri Ceriani, con la supervisione del ministro Giarda, per trovare il modo di scrivere gli emendamenti». Sulle coperture, invece, «il Governo è ancora sulle sue perché devono tornare i conti».

Lunedì lo sciopero unitario dei sindacati contro la manovra

Tornando alla riunione di domani, il confronto con l’esecutivo è stato sollecitato più volte dai sindacati nei giorni scorsi, anche prima della decisione di scendere in piazza, lunedì prossimo, per protestare unitariamente contro la manovra. Camusso, Bonanni e Angeletti, non hanno nascosto le loro forti perplessità sulla ricetta approntata dall’esecutivo e giudicata molto dura soprattutto sul versante previdenziale e fiscale. Così, dopo la proclamazione della mobilitazione di lunedì, i tre leader hanno inviato una lettera al premier Monti per sollecitare l’avvio di una trattativa sulle possibili correzioni da apportare a salvaguardia dei redditi più bassi. Contemporaneamente le tre sigle hanno avviato dei contatti con le forze politiche dopo aver presentato un documento comune alle commissioni Bilancio e Finanze di Camera per proporre i loro emendamenti alla manovra.

ilsole24ore.com – 10 dicembre 2010

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