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Manovra, verso una “Super Inps”. Marcegaglia: «Il Paese rischia molto»

Molte novità dalla commissione Bilancio: dall’accorpamento dei servizi previdenziali al recupero coatto delle somme non riscosse con il condono del 2002. Confindustria attacca il governo: «Manca un piano per la crescita»

Mentre da Cernobbio Confindustria, Banca centrale europea e opposizione sferzano il governo sulla manovra, a Roma, in commissione Bilancio di Palazzo Madama, si lavora a ritmi serrati sugli emendamenti alla legge che martedì comincerà il suo iter in Aula.

In attesa che il ministro dell’Economia Giulio Termonti faccia il suo ingresso al forum Ambrosetti, in mattinata è la presidente dell’associazione degli industriali Emma Marcegaglia a lanciare l’allarme: “l’Italia rischia molto, bisogna agire subito. E’ un problema di credibilità e manca un piano per la crescita. Al governo presenterò le richieste degli industriali”. Una bocciatura su tutta la linea quella della Marcegaglia.

Nel frattempo al Senato si lavora agli emendamenti alla Finanziaria. Secondo fonti parlamentari. L’esame dovrebbe concludersi entro oggi. Dopo le modifiche di ieri, come il ripristino delle feste laiche o il salvataggio delle tredicesime dei lavoratori statali, continuano le novità, ma restano anche i nodi da sciogliere.

Eccole in sintesi i provvedimenti approvati dalla commissione.

Recupero coatto delle somme non riscosse del condono tombale. Una delle novità dell’ultima ora è la possibilità per il Fisco di intervenire coattivamente per il recupero delle somme non riscosse del condono tombale. Il contribuente dovrà pagare entro il termine perentorio del 31 dicembre 2011, altrimenti scatta “una sanzione pari al 50 per cento” delle somme in questione e l’Agenzia delle entrate e la Guardia di Finanza potranno sottoporre a controllo la sua posizione relativa a tutti i periodi di imposta successivi a quelli condonati.

Spending review. La manovra introduce inoltre la spending review, ovvero la revisione integrale della spesa pubblica. E’ stato infatti approvato un emendamento del Pd riformulato che aveva già ricevuto l’appoggio del ministro dell’economia. La norma impegna il Governo a presentare un “programma per la riorganizzazione della spesa pubblica” che indica tra gli obiettivi l’accorpamento degli enti di previdenza (aprendo la strada verso una super Inps), all’integrazione operativa delle agenzie fiscali, il coordinamento (ma non l’accorpamento) delle attività delle forze dell’ordine.

Money Transfer. Arriva anche la tassa (un’imposta di bollo del 2 per cento, di minimo 3 euro) sui trasferimenti di denaro all’estero attraverso le agenzie ‘money transfer’ o altri intermediari finanziari. Che non vale però per le persone fisiche munite di matricola Inps e codice fiscale. Una misura voluta dalla Lega e approvata con il ‘no’ dell’opposizione perché, ha spiegato Giovanni Legnini (Pd) “colpisce anche gli immigrati”.

I nodi insoluti. Non c’è accordo invece sulla pubblicazione dei redditi online, su cui è intervenuto ieri il Garante della Privacy. Il ministro del lavoro Maurizio Sacconi sostiene che “la pubblicazione dei redditi on line è limitata, e non riguarda le persone”. Benché non ci sia ancora una modifica in tal senso, è probabile che il testo venga modificato e si dovrebbe andare verso la pubblicazione dei redditi solo per alcune categorie. Si va invece verso una riformulazione o un’abolizione (ma il nodo potrebbe anche essere risolto in Aula) della norma che impone alle pubbliche amministrazioni la certificazione dei debiti nei confronti delle imprese, prevista dall’emendamento approvato ieri sera dalla commissione e su cui il governo è andato sotto. Il Tesoro è infatti al lavoro per valutarne l’applicabilità, ha annunciato il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri. Il rischio, secondo fonti parlamentari, è che questa misura faccia aumentare il debito pubblico. Rischio escluso da uno dei firmatari dell’emendamento, Mario Baldassarri (Terzo Polo). Infine, se si dovesse intervenire sulle pensioni, ha chiarito il sottosegretario all’economia Alberto Giorgetti, l’esecutivo è disposto a valutare solamente modifiche “minimali”.

La tempistica per l’approvazione. In attesa che la commissione concluda l’esame del testo, il segretario del Pdl Angelino Alfano assicura che la manovra sarà approvata in “tempi record’’ e annuncia che la maggioranza sta lavorando perchè non si ricorra alla fiducia in Senato. Contrario al voto di fiducia anche Renato Schifani: “Io non l’ho mai visto veramente vicino”, ha sottolineato, spiegando che rischierebbe di “strozzare” il confronto parlamentare. Schifani si aspetta anzi che l’Aula replichi il lavoro della commissione: “grande senso di responsabilità, grande dibattito, pochi emendamenti e il voto in settimana”.

Ilfattoquotidiano.it – 4 settembre 2011

Tremonti: «Eurobond si faranno». Marcegaglia: «Italia a rischio, agire subito»

Intervento molto atteso del ministro dell’Economia al Workshop Ambrosetti. “Evasione fiscale, la strategia è di convincere civilmente a dichiarare di più. E le cifre sul gettito sono credibili”. “Errori nella manovra? E’ possibile quando la si fa in quattro giorni”. A margine del convegno, ieri Tremonti ha incontrato il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, che ha invitato l’Italia a mantenere gli impegni assunti per risanamento economico, pareggio di bilancio e riforme strutturali. Dopo aver assicurato la pronta risposta italiana e essersi detto certo del sostegno della Bce, il ministro degli Esteri Franco Frattini chiarisce: “La Banca Centrale Europea è un organo assolutamente indipendente, questo è il suo valore aggiunto, non ci sono né richieste né insistenze né contatti perché acquisti titoli di Stato italiani”. Ripresi i lavori in Commissione Bilancio al Senato: il voto sugli emendamenti alla manovra dovrebbe chiudersi in giornata. Marcegaglia: “Agire subito, l’Italia rischia molto. E’ un problema di credibilità e manca un piano per la crescita. Al governo presenterò le richieste degli industriali”. Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani non esclude il voto di fiducia: “Decideremo in settimana, ma il percorso parlamentare sembra tranquillo”

Repubblica.it – aggiornato alle 14:13 del 4 settembre 2011

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