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Medici di gruppo e liste d’attesa priorità della nuova Usl di Marca. Ambulatori, Benazzi ai sindaci: servono spazi. «Ospedali sotto controllo»

Nasce l’Usl 2 Marca Trevigiana, l’unione di quelle che furono le aziende 7, 8 e 9 per 800 mila abitanti. L’azienda unica provinciale ridurrà i costi («Non è impossibile dare più assistenza con meno risorse») e si porterà dietro amministratori unici, un Cup unico, centro acquisti e bilancio unici. Il direttore generale della sanità trevigiana Francesco Benazzi detta la scaletta: rispetto delle liste d’attesa, reti cliniche, rapporto con medici di base e pediatri, umanizzazione del servizio. E lancia un appello ai sindaci: «Chiediamo spazi ai Comuni per attivare le medicine di gruppo, potrebbero mettere a disposizione immobili che non vengono utilizzati, anche nelle scuole».

Via ai cantieri. «Il 2017 sarà l’anno della prima pietra della nuova cittadella sanitaria e dello Iov di Castelfranco. Contiamo di aprire entro fine anno due unità operative complesse, avviare la progettualità e liberare i piani. Una quota sarà portata a Montebelluna, mentre al San Giacomo aprirà l’ospedale di comunità con 25 posti letto, al costo di circa 2 milioni di euro all’anno, per i pazienti che escono dalla fase acuta ma non possono essere seguiti a domicilio, per recuperare in parte i 90 posti letto». Novità anche A Vittorio Veneto: «Quest’anno partirà l’adeguamento antisismico dell’ospedale».

Benazzi mette pressione ai direttori ospedalieri: dovranno essere gli occhi del dg e dei direttori trevigiani Pier Paolo Faronato, Marco Morgante e Annamaria Tommasella (in foto ieri assieme in conferenza) . «In base alla legge regionale, se non verranno rispettate le liste d’attesa il direttore viene licenziato. Dal responsabile di ogni ospedale voglio un monitoraggio quotidiano, non dovrà più essere un burocrate ma stare in reparto ogni giorno». Ci sarà anche un responsabile unico del Cup e uno delle liste d’attesa; nel corso dell’anno partirà anche OltreCup, la prenotazione delle visite direttamente nello studio del medico di base. «Dobbiamo tagliare le sacche di inefficienza, una prescrizione su cinque è inappropriata».

Adesso tutta Treviso dovrà parlare la stessa lingua: «Sarà l’anno dell’informatica con il fascicolo elettronico – annuncia Benazzi – oggi le tre realtà non si parlano, chiuderemo questo adeguamento entro il 2018 per agevolare il paziente con le cartelle leggibili da Treviso a Conegliano a Castelfranco». Anche perché, per rispettare i tempi delle liste d’attesa, benché Treviso si attesti oltre il 90% di rispetto delle priorità, il paziente potrebbe ottenere la prenotazione in qualsiasi plesso: «Il Cup privilegerà il distretto più vicino, ma per chi si trova in emergenza, se non ci sono disponibilità nel periodo prescritto, sarà fatta proposta di andare in un altro ospedale». Entro febbraio dovrebbe essere pronta la nuova cartellonistica del Ca’ Foncello, per rendere più facile l’orientamento fra i reparti, con colori e percorsi identificati. A breve arriverà anche la foto del direttore da mettere all’ingresso di ogni ospedale, e lo stesso direttore generale avrà una pagina Facebook per essere sempre più a contatto con pazienti e utenti.

Silvia Madiotto – Il Corriere del Veneto – 3 gennaio 2017 

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