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Medici e odontoiatri “abusivi”: fino a un anno di carcere, 50mila euro multa e sequestro beni. Il Ddl parte al Senato

Reclusione da 12 a 24 mesi e multa da un minimo di 5 mila ad un massimo di 50 mila curo per l’esercizio abusivo della professione di medico ed odontoiatra. E sequestro dei locali e alla confisca delle attrezzature e degli strumenti utilizzati per commettere il reato, destinati alle strutture pubbliche e private che offrono cure e assistenza a persone in difficoltà economica e sociale.

A proporlo è ilDdl 730 (Lucio Barani, Gal) «Modifiche al codice penale concernenti l’esercizio abusivo delle professioni e nuova disciplina dell’esercizio abusivo della professione di medico e odontoiatra» che è stato illustrato ieri in commissione Giustizia al Senato dal relatore Gabriele Albertini (SCpI).

Il Ddl, accanto alle previsIoni finora generali per l’esercizio abusivo delle professioni, introduce un nuovo articolo nel Codice penale (il 348-bis) perché «l’attività sanitaria è di per sé foriera di mettere immediatamente in pericolo la salute o la vita delle persone». E quindi il reato di esercizio abusivo della professione di medico e odontoiatra è più pesante di quella prevista nel Ddl per le altre professioni (reclusione da 6 a 18 mesi, multa, attualmente prevista da un minimo di 103 a un massimo di 516 euro, a da 2mila a 20mila euro), ha spiegato il relatore, ricordando tuttavia che in un precedente Ddl della passata legislatura (n. 2420) le pene erano più aspre ancora: pena detentiva da due a cinque anni, e pecuniaria da 10mila a 50mila euro.

Il Ddl quindi propone una pena detentiva molto più bassa rispetto a quella del Ddl n. 2420, e che resta inferiore a quella comminata dall’articolo 347 del codice penale.

«E’ evidente – ha detto Albertini – che su questa materia sono necessari una riflessione e un confronto in commissione per valutare, anche alla luce del fatto che nell’esperienza concreta l’esercizio abusivo di professioni diverse da quelle sanitarie si presenta il più delle volte nelle forme di uno “sconfinamento” tra attività professionali in qualche modo contigue, se il mantenimento della sanzione penale e addirittura il suo aggravamento rispondano ai criteri generali di una nuova politica criminale».

Per quanto riguarda l’articolo sull’esercizio abusivo della professione di medico e odontoiatra, poi, il relatore sottolinea la necessità di chiarire meglio l’uso delle espressioni “sequestro” e “confisca”: «Devono essere accuratamente valutati i problemi relativi ai diritti dei terzi – ha detto – in considerazione del fatto che immobili e attrezzature non sono necessariamente di proprietà del reo.

La discussione è stata rinviata ad altra seduta.

Il Sole 24 Ore sanità – 19 settembre 2013 

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