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Microchip. Sivelp: sei un libero professionista? Denuncia il tuo cliente

Non piacciono al sindacato dei liberi professionisti le nuove norme della 281. «Ci espone a un compito di controllo già inutilmente affidato a una pluralità di altre figure»

Le proposta di obbligare il veterinario libero professionista a denunciare il cliente, era già balenata al tavolo tecnico sul randagismo del precedente Governo. Trovò la netta contrarietà del SIVeLP e passò un testo più coerente. In sanità, il principio dell’obbligo di denuncia va commisurato sempre al reale beneficio ed al rischio di creare un ambiente negativo che porti a non curare animali bisognosi o affetti da malattie zoonotiche, solo per paura della denuncia. Attenzione! Il testo che sta passando nelle varie commissioni è il seguente, e ci espone ad un compito di controllo già inutilmente affidato ad una pluralità di altre figure, per giunta pagate per farlo.
A noi si vuol attribuire unicamente l’onere.

NUOVE NORME IN MATERIA DI ANIMALI D’AFFEZIONE, DI PREVENZIONE E CONTROLLO DEL RANDAGISMO E DI TUTELA DELL’INCOLUMITA’ PUBBLICA

Art. 4 (Anagrafe degli animali d’affezione)
7. I veterinari libero-professionisti, nell’espletamento della loro attività professionale, devono verificare la presenza e la leggibilità del microchip e, nel caso di mancanza o di illeggibilità dello stesso, devono provvedere all’inoculazione del microchip o, in caso di rifiuto da parte del proprietario, informare per iscritto il servizio veterinario pubblico.

fonte: Sivelp – 17 aprile 2012

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