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Natale di crisi per gli italiani: le tredicesime vanno al fisco. “Il 90,9% andrà via tra tasse, bollette e mutuo”

Per Coldiretti il budget destinato ai regali calerà del 5% a 171 euro per famiglia, mentre Confcommercio dice: “Per il 70% saranno feste dimesse”. I consumatori: “Il 90,9% delle gratifiche andrà via tra tasse, bollette e mutuo”

Sarà ancora un Natale di crisi. Peggio: non sarà neppure l’ultimo. Eppure gli italiani non hanno intenzione di rinunciare ai regali: tireranno la cinghia, ancora una volta, ma li faranno quasi 9 su 10 seppure con budget ridotto e puntando sul made in Italy. Un modo per sostenere le imprese in difficoltà, innescando una sorta di gara di solidarietà nazionale verso chi continua a perdere il lavoro.

Secondo una ricerca di Confcommercio, quindi, oltre il 69% degli intervistati pensa che il Natale sarà festeggiato in maniera dimessa (il 66,4% l’anno scorso) ma l’85,8% degli intervistati farà doni (era l’86,3 nel 2012) nonostante il 47% si senta più povero rispetto allo scorso anno (oltre il 47%). Numeri cui fanno eco quelli elaborati da Coldiretti insieme a Deloitte: quest’anno il budget per regali scenderà a 171 euro per famiglia, in calo del 5% sul 2012.

Una scelta quasi obbligata perché – denunciano Federconsumatori e Adusbef – per il secondo anno di fila le tredicesime caleranno con un taglio dello 0,9% a 34,2 miliardi: 300 milioni di euro in meno rispetto allo scorso anno. E, come se non bastasse, il 90,9% andrà via tra tasse, bollette e mutuo. Le organizzazioni prevedono quindi cali per tutte le categorie: “Tolte le scadenze fiscali dalla gratifica, resteranno 3,1 miliardi, per la prima volta meno di un decimo del monte tredicesime”, da dividere tra risparmi, se possibile, e spese natalizie.

Aumenta così la percentuale di coloro, soprattutto sotto i 34 anni, che dichiarano di “non” essere intenzionati a fare acquisti per i regali di Natale: dal 13,7% del 2012 al il 14,2% di oggi. Eppure più di un italiano su due considera gli acquisti natalizi una “spesa necessaria e piacevole”. A frenare i consumi, ricorda Confcommercio, è la crisi e l’incertezza verso il futuro. Anche perché quasi la metà dei consumatori giudica la propria condizione economica peggiore di un anno fa.

Una delle poche note positive arriva da Coldiretti che rileva come la crisi spinga il 63% degli italiani ad acquistare per i proprio regali prodotti made in Italy anche per aiutare l’economia nazionale o garantire maggiori opportunità di lavoro in una difficile momento di difficoltà che sta portando alla chiusura di molte imprese e alla perdita di occupazione: “Una forma di solidarietà che si concilia con lo spirito del Natale durante il quale ben il 75 per cento degli italiani si impegna a non acquistare prodotti realizzati con il lavoro dei minori e il 65 per cento quelli che non rispettano l’ambiente. In questo contesto un grande interesse è rivolto ai tradizionali cesti di prodotti tipici a chilometri zero che non devono essere trasportati per lunghe distanze con mezzi inquinanti”.

Repubblica – 23 novembre 2013 

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