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Nei distretti +11,4% l’export. E a Verona corre l’alimentare

Il settore delle carni sale del 35,5% rispetto al secondo trimestre 2008. Bene il dolciario, +7,3%, ma in calo sui dati prima della crisi

C’eravamo forse illusi che l’uscita dalla crisi, sebbene asimmetrica e senza nuove assunzioni, fosse terminata. Invece no. Come si legge nella sintesi dell’ottavo numero del trimestrale Monitor dei Distretti del Triveneto delle Casse di Risparmio del Veneto e del Friuli Venezia Giulia (Gruppo Intesa Sanpaolo) «il brusco peggioramento delle condizioni di domanda esterna intervenuto nel corso dei mesi estivi rallenterà sensibilmente il percorso di recupero, provocando un’ulteriore accelerazione del processo di selezione in atto nel tessuto distrettuale italiano. Con ogni probabilità bisognerà attendere il 2012 per tornare sui livelli medi di export toccati prima della crisi». Il 2012 è alle porte, e nessuno, per ora, azzarda pronostici su quando si potrà tornare a d! ire «ripresa».

I dati relativi agli ammortizzatori sociali confermano luci e ombre dell’export: nei primi 8 mesi 2011, nei distretti tradizionali e nei tre poli Ict del Triveneto si è assistito a un ridimensionamento del numero di ore autorizzate di cassa integrazione, soprattutto ordinaria. Tuttavia, le ore di cig straordinaria, pur rallentando, sono rimaste su livelli elevati (11,1 milioni autorizzate tra gennaio e agosto), confermando la difficoltà di molte imprese. Intanto, per il quinto mese consecutivo, si legge nel rapporto di Intesa, i 34 distretti triveneti segnano +11,4% di export nel secondo trimestre. In Veneto sono in progresso del 12,8%, in linea con il complesso italiano. Spiccano le calzature della Riviera del Brenta, l’occhialeria di Belluno, la concia di Arzignano, ma anche l’agroalimentare con il prosecco di Conegliano Valdobbiadene e le carni di Verona e la meccanica strumentale di Vicenza.

La crescita dei distretti in Friuli Ve! nezia Giulia; si ferma a 4,5%; resta brillante il dato in Tren! tino Alto Adige, che per il terzo trimestre consecutivo ha un tendenziale superiore al 20% con +23,6.

In valori assoluti l’export aprile-giugno 2011 è stato di 6 miliardi, con un guadagno netto di 615 milioni sullo stesso periodo 2010 e +1,1 miliardi, si legge nel report, rispetto al momento peggiore della crisi, nel secondo trimestre 2009.

Verso la Cina, esportazioni +46,7%, nel secondo trimestre 2011 al record di 265 milioni, dai 181 di aprile-giugno 2010. Verso la Russia +21,2%. Cresce, scrivono gli analisti di Intesa, il Brasile, con l’export, guidato dai distretti della meccanica, a 63 milioni.

Il contributo maggiore continua a venire da Germania, +15,8% e Francia, +18,2. Bene gli Usa, +11. Ferme le esportazioni in Spagna, negative in Regno Unito, Giappone e Grecia. Per il Veronese, il distretto della termomeccanica nel secondo semestre 2011 segna +19,5% sul pari periodo 2010 e +4,2 rispetto al secondo trimestre 2008.

I vini, a +7,4% tendenziale affian! ca +9,5 rispetto a tre anni fa. I due indicatori sono +11,9 e +3,5 per il calzaturiero. Marmo e granito della Valpolicella a fronte di +8,2% tendenziale risalta -18,8% da inizio della crisi del secondo trimestre 2008. Per l’alimentare, il polo della paste e dei dolci segna +7,3% tendenziale e -7% sui tre anni, le carni mostrano rispettivamente +15,7 e +35,5%.

I dati del distretto grafico mostrano +28,8% rispetto all’anno scorso e -26,2 nel triennio di crisi. Unico distretto con entrambi gli indicatori negativi è quello dei mobili in stile di Bovolone: -5,3% tendenziale e -29,8% rispetto al secondo trimestre 2008.

giovanni.dalessio@larena.it – 5 ottobre 2011

 

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