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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Nel canale per salvare il cane. Lui muore, l’animale sopravvive
    Notizie ed Approfondimenti

    Nel canale per salvare il cane. Lui muore, l’animale sopravvive

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche25 Aprile 2011Nessun commento3 Minuti di lettura
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    Silvio Berti è annegato per aiutare il suo barboncino. Il pensionato si è tuffato nel Bon Giovanna, a San Giovanni Lupatoto.

    SAN GIOVANNI LUPATOTO – «Lui per quel dannato cane avrebbe fatto qualsiasi cosa. Non aveva avuto figli e per lui quell’animale era davvero molto più che un semplice amico». I fratelli di Silvio, ieri, non riuscivano a credere a quello che era appena successo. A quel fratello, Silvio Berti, annegato nelle acque del canale di irrigazione Bon Giovanna a San Giovanni, nel disperato tentativo di salvare la bestiola. Verso le 18 di ieri sera Silvio, pensionato di 70 anni originario di Cologna Veneta e residente da oltre 10 anni a San Giovanni Lupatoto in viale Venezia, era uscito insieme alla compagna Renata per portare a spasso il loro barboncino. Un passatempo quotidiano, in un percorso che i due conoscevano a memoria. Sono scesi in via Bassa, sull’argine del canale e hanno liberato la bestiola dal guinzaglio. Ma all’improvviso il cane, per cause ancora tutte da stabilire, è caduto in acqua. Silvio non ha esitato nemmeno un secondo e, davanti agli occhi increduli di Renata, si è tuffato. Ma la corrente in quel punto, nonostante le apparenze, era molto forte e ha trascinato Silvio per qualche metro, prima che scomparisse sott’acqua.

    Renata, in forte stato di choc, è riuscita a chiamare aiuto e in pochi secondi la macchina dei soccorsi è entrata in azione. Sul posto carabinieri, vigili del fuoco e personale di Verona Emergenza, intervenuto anche con l’elicottero. La compagna è stata portata all’ospedale di borgo Roma. «Era completamente sconvolta – ha raccontato una signora -, gridava e piangeva, in preda al panico». Il cane, invece, è riuscito a risalire autonomamente sull’argine e a mettersi in salvo. Con il passare dei minuti, nel frattempo, si riducevano le speranze di salvare l’anziano. Poco prima delle 19 il vigile del fuoco Antonino Giangreco ha lanciato l’allarme. «Ho notato un piede che emergeva dal turbine d’acqua vicino a una chiusa. Aveva una tuta scura e un sandalo, ma dopo pochi metri è scomparso», ha raccontato. Il Con- sorzio di bonifi- ca veronese, che gestisce il canale, ha immediatamente chiuso le paratie per asciugare il tratto in cui si supponeva che potesse trovarsi il corpo. Le ricerche si sono così concentrate su quel ramo del canale che attraversa i campi di Zevio, Vallese di Oppeano e Palù.

    Sul posto sono giunti anche i sommozzatoridi Vicenza e Venezia che hanno incominciato a controllare il canale prima che si facesse buio. A seguire le loro operazioni c’erano anche i fratelli del pensionato, Aldo, Ottavio, Ezio, Nereo e Giovanna. «Ha lavorato sempre a Cologna insieme a noi nell’azienda ortofrutticola di famiglia e in quella di autotrasporti – ha detto Nereo -. Poi da quando è andato in pensione si è trasferito a San Giovanni». Sconsolato il fratello Aldo: «I cani erano la sua passione. Non aveva avuto figli e gli facevano compagnia. Ne ha avuti moltissimi, ma non è possibile che sia morto per un cane». Il corpo di Berti è stato recuperato verso le 21,30 all’altezza di Campagnola di Zevio.

    Corriere.it – 23 aprile 2011

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