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Nessun supporto della Regione ai lupi. Respinta la mozione sul progetto «Life WolfAlps». Negro: «La Lessinia rischierebbe di spopolarsi». Zanoni: il territorio va difeso senza gettare i soldi

È stata bocciata dal Consiglio regionale una mozione che chiedeva di «dare attuazione agli interventi previsti dal progetto europeo Life WolfAlps per tutelare la popolazione alpina dei lupi, assicurare la convivenza tra questo grande predatore e le attività economiche tradizionali e per rilanciare il turismo ambientale montano».

L’avevano presentata i consiglieri del Partito democratico Andrea Zanoni, Francesca Zottis, Orietta Salemi e Pietro Ruzzante e quelli della lista Moretti, ovvero Cristina Guarda, Alessandra Moretti, Franco Ferrari e Pietro Dalla Libera (Veneto Civico).

Altro passaggio fondamentale della mozione era la richiesta di «affidare la gestione del Progetto Life WolfAlps alla Sezione Parchi della Regione Veneto per le inerenti affinità e competenze», anziché alla Sezione caccia e pesca com’è ora.

E infine si chiedeva di inserire nel prossimo Piano di sviluppo rurale, che sono soldi europei destinati agli agricoltori e allevatori italiani, «una serie di specifici interventi riguardanti la trasformazione della zootecnia nelle zone montane con presenza di grandi carnivori su cui ricadono progetti europei di conservazione e tutela». Hanno votato a favore i consiglieri del Pd, della lista Alessandra Moretti Presidente e del Movimento 5 Stelle. Hanno votato contro Lega nord, Lista Zaia, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Indipendenza Véneta, Lista Tosi, bocciando la mozione che ha avuto 14 voti favorevoli e 26 contrari (40 consiglieri presenti su 51).

Giovanna Negro e Stefano Valdegamberi hanno motivato con un comunicato la loro opposizione. «No a ripopolare la Lessinia con i lupi. Perché il problema fino a qualche anno fa era da contenere e oggi è una risorsa?», si è chiesta Negro, dicendosi stupefatta dalle due posizioni del Pd. «Quando non si vive da vicino il problema si fanno spazio le facili posizioni ideologiche: io non voglio la Lessinia spopolata dai suoi residenti, ne stravolgerne l’economia a causa delle incursioni notturne di questi animali. Serve un limite e servono numeri, non possiamo essere di manica larga perché la natura ha già dimostrato di prendere il sopravvento quando la civiltà non viene tutelata», ha scritto la consigliera tosiana.

 Per Valdegamberi (Lista Zaia) «la convivenza tra uomo e lupo è possibile sono in aree non fortemente antropizzate e con prevalente vocazione agricola e pastorale come la Lessinia. Questo territorio montano», ha aggiunto, «ha quasi la metà dei capi dell’intera montagna veneta e ogni anno vengono sbranati un numero di animali pari a una stalla di medie proporzioni: sarebbe come portare il lupo in un recinto di animali domestici».

Valdegamberi chiede anche la modifica della normativa nazionale per permettere di applicare la deroga prevista dall’articolo 16 della Direttiva habitat, come già sta avvenendo in altre parti d’Europa, per derogare al criterio di protezione assoluta del lupo. «E’ utopia pensare che siano gli allevatori a doversi adeguare», conclude Valdegamberi, «perché sono tutori di un’attività oggi già in difficoltà per altri problemi e questo può portare ulteriore abbandono del territorio».

«Nel 2015 il lupo in Veneto fa ancora paura», commenta Andrea Zanoni, primo firmatario della mozione respinta, «e mi spiace che i colleghi consiglieri siano andati fuori tema, rischiando di mandare all’aria un progetto che l’Unione Europea aveva destinato proprio per tutelare gli allevatori dai grandi predatori, con il rischio ora che restino i danni senza che ci siano risarcimenti. La mozione chiedeva solo di essere attenti a conciliare le cose che già sono state deliberate. Ho portato l’esempio dei cervi in Cansiglio: lo sterminio sembrava l’unica soluzione invece la capacità di girare in positivo la loro presenza, con opportuni accorgimenti, ha portato risorse, turismo ecosostenibile, viaggi organizzati, nuove imprenditorialità anche tra gli allevatori e contadini del Cansiglio. «I politici sono chiamati a trovare le soluzioni usando il buon senso», conclude Zanoni.

L’Arena – 7 dicembre 2015

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