Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»Benessere animale, 15% allevamenti suini rischia. Adeguamento: 700 euro capo
    Notizie ed Approfondimenti

    Benessere animale, 15% allevamenti suini rischia. Adeguamento: 700 euro capo

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche26 Maggio 2012Nessun commento3 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    I costi di adeguamento delle strutture produttive, secondo una stima di Fedagri-Confcooperative, potrebbero aggirarsi sui 700 euro per suino allevato.

    Costi che graveranno sui produttori e che, secondo il professor Gabriele Canali dell’Università Cattolica di Piacenza, «non si ripercuoteranno sui prezzi al consumo». Ma l’Anas lancia l’allarme e chiede una proroga di 36 mesi per l’adeguamento delle porcilaie.

    Il consumatore, per questa volta, potrebbe essere salvo. Nessun rincaro sui prezzi delle carni suine e dei salumi. Eppure, la suinicoltura italiana, in larga parte serbatoio per la salumeria di qualità a marchio Dop, potrebbe subire un ridimensionamento anche del 10-15 per cento nel numero di allevamenti. E a farne maggiormente le spese saranno gli allevamenti di suinetti.

    Così almeno dicono gli analisti, che hanno affrontato il tema del benessere animale, all’Ufficio stampa di Eurocarne (www.eurocarne.it), il salone internazionale delle tecnologie e prodotti per la lavorazione, conservazione, refrigerazione e distribuzione delle carni, organizzato da Veronafiere insieme con Ipack-Ima Spa e in corso di svolgimento fino a domenica.

    Col prossimo mese di gennaio entreranno in vigore le nuove disposizioni in materia di benessere animale sulla suinicoltura, i cui orientamenti interpretativi sono stati pubblicati sul sito dell’Associazione nazionale allevatori di suini (www.anas.it).

    Suini, nel 2014 deficit produttivo nell’Ue. Andrea Cristini, allevatore socio di Opas e presidente dell’Anas, lancia l’allarme. «Secondo uno studio olandese – dichiara – a causa di tutti questi provvedimenti legati al benessere e alla Direttiva nitrati, è molto elevata la probabilità che nel 2014 l’Unione europea registri per la prima volta un deficit produttivo e dica addio all’autosufficienza e a quel 2-3 per cento di sovrapproduzione che ci ha consentito a livello comunitario di esportare».

    Un’inversione di rotta che, per il numero uno di Anas, aprirebbe la porta a flussi di carne suina dal Brasile, realtà in forte crescita. Per l’Italia, la situazione è ancora più complessa. «Chiediamo al Governo italiano di concedere una proroga di 36 mesi a partire dal 1° gennaio 2013 – incalza Cristini – in modo da consentire agli allevatori di adeguarsi. Oggi investire è matematicamente impossibile, il mercato dei suini pesanti è fermo a 1,25 euro al chilogrammo, al di sotto dei costi di produzione. Se aggiungiamo le disposizioni sdettate dalla Direttiva nitrati è per il settore allarme rosso».

    I costi di adeguamento: 700 euro per suino. Spese per adeguare le strutture di allevamento a quanto ha disposto l’Unione europea inevitabilmente ci saranno. Fedagri-Confcooperative Lombardia ha calcolato l’impatto sui produttori, individuando in circa 700 euro la spesa per suino allevato la spesa cui gli allevatori dovranno fare fronte. «Come prima valutazione si deve purtroppo riconoscere che arriviamo tardi ad adeguarci alle misure dettate dall’Unione europea – osserva il professor Gabriele Canali dell’Università Cattolica di Piacenza, direttore del Crefis (Centro ricerche filiere suinicole) -. Altri Paesi, come ad esempio la Francia, hanno sostenuto le aziende in modo incisivo e tempestivo a trasformarsi, allineandosi in per tempo alle disposizioni di Bruxelles. Dovrà servire al sistema Italia come lezione per il futuro, dal momento che il benessere animale sarà sempre di più al centro dell’attenzione dei policy maker europei».

    Secondo Canali, «più che sui costi per i consumatori, il vero problema sarà sui costi della filiera, che non verranno scaricati sull’anello finale, ma comprimeranno il segmento della produzione». Con maggiori ripercussioni sugli ingrassatori di suini.

    Già gravati da anni di bilanci aziendali in sofferenza, l’impatto potrebbe essere negativo. Così, se non ci saranno aumenti sul costo della braciola, a farne le spese saranno gli allevatori.

    servizio stampa Veronafiere – 26 maggio 2012

     

    Post Views: 137
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteSequestrati 400 cuccioli di cane da Est Europa a Palmanova
    Precedente Censimento agricoltura, zootecnia: 70% del patrimonio bovino è al nord
    pecore-elettriche

    Potrebbe interessarti anche

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica, nella seconda metà del 2024 crescono i casi rispetto all’anno precedente

    23 Febbraio 2025

    Alla sala Orus dell’ IzsVe, il 22 febbraio verrà eletta la nuova Segreteria regionale del SIVeMP Veneto

    6 Febbraio 2025
    Scrivi un commento
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.