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Nomine Dg alla Salute, botta-risposta tra Movimento 5 Stelle e ministra Lorenzin. Il caso finisce al Senato

Finisce in Senato il caso delle nomine dei due nuovi direttori generali del ministero della Salute, quello della Programmazione sanitaria, Renato Botti, e della Prevenzione Ranieri Guerra. Il Movimento 5 Stelle, che sospetta designazioni “su misura”, ha presentato un’interrogazione alla ministra Beatrice Lorenzin (prima firmataria Serenella Fucksia), ricostruendo la vicenda denunciata da ‘Il Fatto Quotidiano.it’. Guarda anche l’articolo precedente su questo sito

«Esaminando il bando per la nomina e osservando come i requisiti richiesti fossero difficilmente adattabili a persone diverse da Renato Botti e Ranieri Guerra» spiega la Fucksia, dal giornale avevano «depositato presso un notaio l’esito del concorso».

«Il giorno della nomina, mentre a Roma veniva ufficializzato il risultato, con tanto di firma del Presidente del Consiglio, a Milano veniva aperto il plico bollinato l’1° agosto 2014, che conteneva proprio i nomi di Botti e Guerra» viene spiegato nell’interrogazione a prima firma Fucksia. Il Movimento 5 Stelle interroga Lorenzin per sapere «se è a conoscenza dell’accaduto e per quali ragioni la ‘procedura di interpello’ per i ruoli di Dg della programmazione e della prevenzione ha previsto dei requisiti tanto specifici da indurre il fondato sospetto che non sarebbero stati i requisiti a determinare il miglior candidato, ma il contrario, come se i nomi dei soggetti vincitori fossero già stati decisi».

Nell’interrogazione si chiede infine «perché si è provveduto alla nomina di soggetti esterni anziché di risorse interne, soluzione che avrebbe comportato costi di gran lunga inferiori rispetto a quelli che l’amministrazione dovrà sostenere per gli incarichi esterni».

Immediata la risposta della ministra: «Abbiamo scelto i profili e i curricula migliori, niente è pilotato ma le scelte sono orientate al cambiamento guardando anche ai risparmi. E questa amministrazione ha bisogno di trasparenza e scelte nuove». Sulla possibilità che gli esclusi possano ricorrere? «I ricorsi ci sono sempre, come le lamentale e i veleni – afferma la ministra -. Se dovessi aver paura di certe cose in questo ministero staremmo ancora indietro». «I due nuovi direttori generali al ministero della Salute – ha precisato Lorenzin, oggi a Roma a margine della presentazione del tavolo della fertilità – sono alcuni dei nomi che circolano sui giornali dall’estate. La cosa è molto semplice: noi abbiamo ridotto tre capi dipartimento, così ho tolto tre funzioni dirigenziali. Abbiamo inoltre introdotto anche le norme dell’anticorruzione, di cui ho anche parlato con Raffaele Cantone (presidente dell’Autorità anticorruzione) prima di fare questi spostamenti nella riorganizzazione del ministero. Infine – conclude – abbiamo predisposto la rotazione dei direttori».

Il Sole 24 Ore sanità – 2 ottobre 2014

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