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Nuovo decreto semplificazioni: stretta sui poteri di veto delle Regioni

Semplificato il decreto sulle semplificazioni. È un gioco di parole che in parte spiega perché il Governo ha scelto di riapprovare, a sette giorni dal primo varo, il provvedimento che riduce gli oneri amministrativi su cittadini e imprese, rifinanzia la social card e prolunga di un anno il bonus assunzioni.

Dal secondo passaggio a Palazzo Chigi il Dl messo a punto dal ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, esce soprattutto snellito. Con 14 articoli in meno rispetto alle bozze circolate in precedenza e diverse modifiche formali. Poche invece quelle sostanziali. Al riassetto del pacchetto istruzione e a una norma ad hoc sulle concessioni aeroportuali si aggiungono sul filo di lana la fissazione di un termine di tre anni per tutti gli spostamenti dei magistrati e una stretta sui poteri di veto delle Regioni.
Partiamo proprio da quest’ultima novità. All’articolo 61 che regola il regime transitorio delle sponsorizzazioni nei beni culturali vengono aggiunti altri due commi. Il primo stabilisce che gli atti amministrativi dello Stato possono essere emanati anche senza l’intesa con le Regioni. Scaduti i 60 giorni per l’accordo, il Consiglio dei ministri potrà infatti approvarlo «ove ricorrano gravi esigenze di tutela della sicurezza, della salute, dell’ambiente o dei beni culturali ovvero per evitare un grave danno all’Erario»; il secondo esclude dal cambiamento le intese previste da legge costituzionale e quelle con le autonomie speciali.

Stesso discorso per i magistrati. Nell’articolo 35 che assegna alle Srl la facoltà di nominare un revisore unico (su cui si veda altro articolo a pagina 10) vengono inseriti un terzo comma, che estende il termine di tre anni per i cambiamenti di sede a tutti gli spostamenti (anche funzionali) dei magistrati, e un quarto, che spiega come tale vincolo non si applichi «al presidente aggiunto della corte di cassazione, al presidente del tribunale superiore delle acque pubbliche, al procuratore generale aggiunto presso la corte di cassazione, ai presidenti di sezione della corte di cassazione, agli avvocati generali della corte di cassazione, ai presidenti e ai procuratori generali di corte di appello».

Più corposa la portata delle novità sulla scuola. Autonomia «funzionale», flessibilità nell’uso delle risorse e degli organici, reti territoriali di istituti per gestire meglio il personale vengono accorpati in un unico articolo e citati solo come principi. Saranno le linee guida, che viale Trastevere dovrà emanare di concerto con l’Economia entro 60 giorni, a metterle in pratica. Completano il set di disposizioni per le scuole il piano per l’edilizia (che riassorbe la norma sull’abbattimento dei costi energetici), il potenziamento dei test Invalsi e la risistemazione degli istituti tecnici superiori (Its), seppur privo del «voto ponderale» caro alle imprese. E dimagrito si conferma anche il blocco-università. A fronte della permanenza del portale unico sulle iscrizioni e dell’obbligo per gli atenei di dotarsi dal 2013/2014 del ‘libretto elettronico’ per prenotare e verbalizzare gli esami si registra il tagliando ad alcune disposizioni della riforma Gelmini e l’introduzione di una nuova figura: i «tecnologi» a tempo determinato che potranno essere assunti nelle facoltà con contratti di 18 mesi, prorogabili per altri 36, per supportare, con la loro esperienza professionale, le attività di ricerca.

Completano il set di new entry un drastico ridimensionamento del taglia-leggi (su cui si veda l’articolo accanto) e la norma salva-concessioni aeroportuali. Con due commi aggiunti all’articolo 22 sul Cipe viene infatti messo in sicurezza l’iter per il rinnovo dei contratti di programma per la gestione degli scali di Roma, Milano e Venezia.

Fatte salve altre piccole eliminazioni (come lo sportello per il turista mai avviato) e l’aggiunta di qualche clausola di invarianza finanziaria chiesta dalla Ragioneria generale dello Stato, il resto del decreto conferma l’impianto della settimana scorsa. A cominciare dalla spinta sulla digitalizzazione nella Pa. I cittadini potranno ottenere i cambi di residenza in tempo reale e vedranno accorciati i tempi per ottenere la trascrizione degli atti di nascita, morte e matrimonio visto che gli uffici pubblici dovranno scambiarsi on line tutte le informazioni in loro possesso. Inoltre sarà più difficile dimenticarsi di rinnovare la carta d’identità, visto che la scadenza coinciderà con il compleanno dell’interessato, e fare il bollino blu all’auto: da annuale questo adempimento diventerà quadriennale prima e biennale poi.

Pressoché identica è anche la parte del Dl che interessa le imprese. A partire dalla riduzione dei controlli superflui, dall’autorizzazione unica ambientale e dalle facilitazioni per le assunzioni di lavoratori extra-Ue.
Salvi infine, alla voce sviluppo, la proroga di 12 mesi del bonus per le assunzioni al Sud e il rifinanziamento in via sperimentale della social card con una dote di 50 milioni di euro.

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