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Nuovo ospedale, Mantoan fissa i paletti: «Non è dei padovani ma di tutti i veneti». Il dirigente: «Si fa a Padova perché c’è il Bo, il Giustinianeo resta dov’è»

Cresce l’attesa per sapere se e come si sbloccherà la vicenda del nuovo ospedale di Padova. La riunione del tavolo tecnico istituzionale, convocata dal governatore del Veneto Luca Zaia per fare il punto della situazione, è stata rinviata di tre giorni. Da venerdì 3 a lunedì 6 novembre. E mentre il sindaco Sergio Giordani resta convinto della bontà della sua proposta, che prevede il rifacimento del polo medico sanitario nella stessa area di via Giustiniani in cui si trova da oltre due secoli, Regione e Università rimangono invece altrettanto ferme sulla loro posizione, diametralmente opposta rispetto a quella del primo cittadino: «Nuovo su vecchio non si può fare – continuano a ripetere Palazzo Balbi e Bo – Padova ha bisogno di un nuovo ospedale in un sito diverso da quello attuale». Un comune sentire, quello tra il presidente Zaia e il rettore Rosario Rizzuto, che trova l’ennesima conferma nelle parole di Domenico Mantoan, da sette anni segretario regionale per la Sanità, e di Mario Plebani, numero uno della Scuola di Medicina.

«Mi pare che tutti siano d’accordo sul fatto che Padova, per mantenere e implementare i livelli di cura, di didattica e di ricerca, necessiti di un nuovo ospedale. Vorrei però che fosse chiaro – sottolinea Mantoan, tra i relatori ieri mattina nell’Aula Magna del Bo a un convegno sulla carenza di medici in Veneto – che non stiamo parlando di un ospedale qualsiasi, bensì di un ospedale di caratura regionale, anzi europea. Di un policlinico universitario, con dentro tutte le più alte specialità, che sia un punto di riferimento non solo per tutto il Veneto, ma anche per l’Europa intera. Insomma non stiamo parlando dell’ospedale di Padova, ma dell’ospedale di tutti i veneti, con un respiro europeo e fatto a Padova per la grande tradizione medica e sanitaria che c’è in questa città». Al momento, spiega Mantoan, il boccino è nelle mani di Zaia e Giordani. «Il presidente della Regione e il sindaco di Padova si stanno confrontando. Ed è giusto così, perché il compito di scegliere spetta alla politica. Poi, se e quando ci verrà richiesto, entreremo in campo noi tecnici. D’altronde – ricorda il numero uno della sanità veneta – io c’ero quando si è parlato di Padova Ovest, c’ero pure quando si è parlato di Padova Est e c’ero anche quando si è parlato di nuovo su vecchio…». Mantoan preferisce non sbilanciarsi oltre, ma chiarisce un punto focale e cioé che a prescindere dall’area in cui verrà realizzato il nuovo policlinico, in via Giustiniani resterà un ospedale cittadino. Nessun «buco nero» quindi, al contrario di quanto temuto da Giordani e dal suo vice Arturo Lorenzoni. I concetti espressi da Mantoan sono condivisi in toto da Plebani. «Nel 2022 la nostra Università compirà 800 anni. E non vorrei che – scandisce il presidente della Scuola di Medicina a proposito del nuovo ospedale – si perdesse di vista l’importanza di una storia simile per manovre di corto respiro». L’università preferisce non soffermarsi sull’area demandando la scelta alla politica ma Plebani ne approfitta per sollevare uno dei temi fondamentali per uscire dalla paralisi. «Zaia dica chiaramente che la Regione ha i soldi per fare un nuovo ospedale e vedrete che, così facendo, creerà le condizioni per uscire dall’impasse».

Il Corriere del Veneto – 30 ottobre 2017

 

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