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Nuovo polo sanitario, bando da 40 milioni: «Sarà pronto nel 2019». Unirà i due ospedali di Arzignano e Montecchio: «No a project financing, solo soldi pubblici»

La realizzazione dell’ospedale dell’«abbraccio verde», come l’ha già soprannominato qualche sindaco, è più vicina. Per il nuovo polo che riunirà due ospedali dell’Usl 5 in una parte dell’esistente struttura di Montecchio Maggiore (da aggiungere ad altre edificazioni nell’area), è tempo della gara d’appalto. A breve il bando europeo da 40 milioni di euro apparirà nella gazzetta ufficiale, e da allora le imprese interessate potranno inviare la loro offerta.

La gara esclusivamente su base economica, che segue l’approvazione del progetto esecutivo, scadrà il prossimo 3 settembre. «Questa è la penultima tappa – annuncia il direttore generale dell’azienda sanitaria dell’Ovest Vicentino, Giuseppe Cenci -. L’ultima sarà la posa della prima pietra, che dovrebbe avvenire tra fine ottobre e inizio novembre. Poi ci saranno tre anni per la fine lavori». Secondo un cronoprogramma dello scorso autunno il cantiere si sarebbe dovuto aprire adesso, ma a ritardare le operazioni c’è stata una novità, per una volta non un inghippo ma un’ulteriore iniezione di fondi per la costruzione dell’ospedale, pari a nove milioni di euro da parte della Regione Veneto. «Abbiamo cominciato nel 2012 a reperire le risorse nella conferenza Stato-Regioni – ricorda l’assessore veneto uscente al bilancio, Roberto Ciambetti – e da lì l’obiettivo è stato quello di trovare finanziamenti».

In tutto, tra contributi statali, regionali e soldi interni ci sono a disposizione 40 milioni di euro per il primo stralcio del polo unico, che sostituirà le strutture di Arzignano e di Montecchio. «Verrà fatto con soldi pubblici – sottolinea il primo cittadino di Cornedo e presidente della conferenza dei sindaci dell’Usl 5 Martino Montagna – visti i precedenti, qui non c’è il project financing. Sarà un abbraccio verde, a basso costo energetico».

L’abbraccio altro non è che la forma della nuova struttura, che sarà composta da due emicicli e una piastra centrale con reparti, ambulatori e sale operatorie disposti su otto livelli. In tutto i posti letto saranno 277, mentre i parcheggi circa 400. «La spesa per i posti auto sarà carico del Comune di Montecchio – annuncia il sindaco Milena Cecchetto – si tratta di circa un milione di euro». La realizzazione, prevista in tre anni dall’avvio del cantiere, passerà per la demolizione di una parte dell’attuale ospedale castellano, e la costruzione della nuova ala per un totale di 34.500 metri quadrati di progetto presentato da Luisa Fontanatelier architecture e Engineering srl Unipersonale.

In una zona è stata trovata una necropoli longobarda, e la Soprintendenza ha posto un vincolo di edificabilità su una piccola porzione.«Speriamo che quest’opera si concretizzi, le risorse non sono infinite» è l’augurio del sindaco Giorgio Gentilin, di Arzignano. Qui il Cazzavillan verrà trasformato rispetto ai servizi ospedalieri attuali, divenendo il punto centrale degli sportelli del cittadino (comprese le sedi direzionali) e della medicina di base operativa, oltre che il luogo dove verranno accentrati tutti servizi ambulatoriali e quelli sanitari non di emergenza.

L’unificazione delle due strutture oggi divise tra ospedale di Arzignano e di Montecchio, secondo l’Usl 5 porterà ad un risparmio di 2 milioni di euro l’anno. «La direzione generale non ha perso un solo giorno per portare avanti questo ambizioso progetto – è il commento del sindaco uscente di Lonigo Giuseppe Boschetto – sarà un ospedale ricco di tecnologie».

In particolare, è prevista una piastra tecnologica (oltre ai vari reparti) dove troveranno posto tutte le specialità per l’emergenza e urgenza, come ad esempio un piccolo «trauma center». «È un’opera importante – conclude Cenci – e portata avanti in tempi relativamente brevi, visto che l’accordo di programma tra ministero della Salute e la Regione Veneto è del marzo 2013».

Il Corriere del Veneto – 13 giugno 2015 

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