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Obblighi anticorruzione anche per gli Ordini, il Tar respinge richiesta di sospensiva della delibera 145/2014 dell’Anac

Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta, presentata dall’Ordine degli Avvocati, di sospensiva urgente della delibera n. 145/2014 dell’Autorità anticorruzione che prevede l’obbligo di applicazione da parte di Ordini e Collegi professionali della normativa in materia di trasparenza e anticorruzione, obbligo che scatterà dal 1° gennaio 2015.

Nel respingere la richiesta di sospensiva il Tar ha fissato per il 14 gennaio 2015 l’udienza.

LA DELIBERA ANAC N. 145/2014. Ricordiamo che l’Anac, con la delibera n. 145/2014, ha chiarito che le disposizioni di prevenzione della corruzione, di cui alla legge n. 190/2012 e decreti delegati, sono applicabili anche agli ordini e ai collegi professionali (LEGGI TUTTO). Ciò in quanto i rapporti di lavoro del personale degli ordini e dei collegi professionali integrano un rapporto di pubblico impiego. Inoltre, i suddetti organismi rientrano nella categoria degli enti pubblici non economici, ricompresi nell’ambito di applicazione della pubblica amministrazione di cui all’articolo 1, co. 2 del d.lgs. n. 165/2001, che operano sotto la vigilanza dello Stato per scopi di carattere generale.

La delibera Anac n. 145/2014 stabilisce che gli ordini e i collegi professionali dovranno predisporre il Piano triennale di prevenzione della corruzione, il Piano triennale della trasparenza e il Codice di comportamento del dipendente pubblico, nominare il Responsabile della prevenzione della corruzione, adempiere agli obblighi in materia di trasparenza di cui al d.lgs. n. 33/2013 e, infine, attenersi ai divieti in tema di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui al d.lgs. n. 39/2013.

L’articolo 19, comma 5 del decreto sulla pubblica amministrazione (d.l. n. 90/2014, convertito, con modificazioni, in legge n. 114/2014), prevede una sanzione amministrativa non inferiore nel minimo a 1.000 euro e non superiore nel massimo a 10.000 euro, nel caso in cui il soggetto obbligato ometta l’adozione dei Piani triennali di prevenzione della corruzione, dei Programmi triennali di trasparenza o dei Codici di comportamento.

INCONTRO RPT-CANTONE. Nel novembre scorso si è tenuto un incontro tra la RPT (Rete delle Professioni Tecniche), il CUP (Comitato Unitario delle Professioni) e il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone per discutere delle modalità di applicazione da parte di Ordini e Collegi professionali della normativa in materia di trasparenza e anticorruzione.

“Gli Ordini e Collegi tecnici non vogliono in alcun modo eludere la norma che però è stata pensata per amministrazioni di ben altra dimensione e complessità rispetto agli Ordini e Collegi professionali, i quali, soprattutto a livello locale, dispongono a volte di un numero ridottissimo di dipendenti ed iscritti”, ha osservato Armando Zambrano, presidente del CNI e coordinatore della RPT. “Il Presidente Cantone – ha spiegato Zambrano – ha condiviso molte delle nostre osservazioni e ha dato la massima disponibilità all’apertura di un confronto e di un tavolo di lavoro, finalizzati all’individuazione delle concrete modalità di applicazione della norma ai professionisti. Tra l’altro, ci ha offerto anche importanti suggerimenti che potrebbero contribuire a superare le problematiche più significative”.

22 dicembre 2014 

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