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Oggi via libera Opa Lactalis su Parmalat, tensione nel board

Tensione nel board Parmalat sull’Opa Lactalis. Consob verso il sì ai francesi La linea di Bondi, il manager che ha salvato il gruppo di Collecchio dal crack ma che non è riuscito a investire il tesoro da 1,4 miliardi in cassa, punta a ostacolare con tutti gli strumenti ammessi dalla legge l’affondo dei francesi, che hanno messo sul piatto 3,4 miliardi di euro per prendersi tutta Parmalat.

Una tattica di interdizione che invece non è condivisa dai consiglieri indipendenti, tra cui Guerra (che già aveva votato contro lo slittamento dell’assemblea dei soci), ieri andati allo scontro con Bondi. Nella relazione sono emersi i rischi legati al contenzioso sulla Centrale del Latte di Roma (la cui vendita a Parmalat è stata contestata) e a un contratto con il fondo pensione degli insegnanti dell’Ontario (che potrebbero reclamare un indennizzo in caso di cambio di controllo di Parmalat).

Criticità che Bondi avrebbe volutamente chiesto di far inserire nel documento trimestrale e che sono dei segnali impliciti a Lactalis per lasciar intendere che la strada dei francesi da qui alla fine della partita sarà in salita. Tanto che il prospetto di Lactalis è atteso più dai legali di Parmalat (i super-avvocati d’affari Giuseppe Lombardi e Gregorio Gitti più gli studi Shearman e Legance) che dal mercato. Ieri era previsto un cda che avrebbe dovuto anche occuparsi dell’Opa, ma a differenza della settimana scorsa, quello di ieri, hanno riferito indiscrezioni, sarebbe stato un cda lungo e a tratti tumultuoso. Assente uno dei consiglieri indipendenti, Marco De Benedetti, ci sono state frizioni tra Bondi e alcuni board member. All’ordine del giorno c’era anche un punto dedicato all’Opa, ma non essendo arrivato l’ok di Consob non è stato nemmeno consegnato il parere di congruità sul prezzo e il consiglio ha esaminato solo i conti del trimestre.

Da gennaio a marzo, Parmalat è stata sostanzialmente aiutata dall’apprezzamento dell’euro, mentre alcuni mercati strategici, tra cui l’Italia e il Canada, segnano il passo per colpa dei consumi stagnanti e dell’inflazione che porta i consumatori a dirottarsi su marchi a basso prezzo. Sul rialzo di quasi il 9% dei ricavi (a 1,03 miliardi) ha giocato a favore il mero effetto contabile della traslazione delle valute, e infatti la marginalità lorda ha perso quasi 11 punti percentuali, cadendo a 70 milioni. Colpa dell’impennata delle materie prime, soprattutto in Italia (che è il secondo mercato per Parmalat con 240 milioni di ricavi nel trimestre). Gli utili sono rimasti pressochè fermi (passando da 48,5 a 50 milioni).

La cassa, poi, il punto forte di Parmalat, è rimasta stabile a 1,4 miliardi, anche se nel trimestre è stata bruciata liquidità per 48 milioni. Tutta la discussione sull’Opa è stata rinviata alla settimana prossima: un cda straordinario è stato fissato per martedì 17 maggio. Bondi, parlando con gli analisti, ha spiegato che l’azienda è sotto «passivity rule». Questo comporta che Parmalat comunque non potrà esprimersi fin quando non verrà pubblicato il prospetto: «Dobbiamo rispettare le norme» ha chiosato Bondi. E la pubblicazione del prospetto slitta di un giorno. Bisognerà attendere oggi per l’atteso ok di Consob all’Opa, su cui ieri il Ministro Giulio Tremonti ha ricordato il suo contributo. Il decreto «antiscalate» del Governo ha obbligato la francese Lactalis a sborsare 3 miliardi in più «cioè almeno il prezzo di mercato per l’acquisizione, a mezzo Opa, di Parmalat».

Il responso di Consob era atteso per ieri sera: la Commissione guidata da Giuseppe Vegas si è riunita nel tardo pomeriggio, ma l’ingorgo causato da vari fascicoli pendenti ha suggerito di far prendere qualche ora in più. Un rinvio tecnico, si apprende da fonti finanziarie, che dunque non dovrebbe far cambiare l’esito: Consob si appresterebbe ad concedere il disco verde. Dovrà, in ogni caso, essere inserito nel documento, che si preannuncia corposo, anche un paragrafo sull’indagine aperta dalla Procura per aggiotaggio e insider trading (si veda altro articolo in pagina).

A questo punto Lactalis avrà cinque giorni di Borsa aperta per far partire l’Opa. Tenendo conto dei festivi, il periodo di offerta partirà entro il 23 maggio per concludersi dopo 20 giorni di Borsa aperta. Ma, secondo quanto appreso dal Sole, un cda straordinario di Parmalat sarebbe stato convocato, martedì prossimo: allora arriverà sul tavolo la fairness opinion di Goldman Sachs a cui seguirà la raccomandazione di Parmalat ai soci

Ilsole24ore.com – 13 maggio 2011

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