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Orme oltre le mura. Carcere di Verona, gli animali in aiuto ai detenuti. Un progetto promosso con Usl 20, Forestale e IzsVe

«Appena arrivata qui, in canile, quando guardavo quelle bestiole chiuse in gabbia, tendevo a paragonarle un po’ a me. Mi piace molto l’idea di poter regalare di libertà anche a loro facendole giocare all’aperto e credo che, anche quando avrò finito il mio percorso di volontariato, continuerò comunque a venire qui a dare una mano». Giorgia non smette di accarezzare i suoi amici a quattro zampe e di regalare sorrisi.

Da luglio, da quando il giudice le ha concesso i domiciliari facendola uscire dal carcere di Montorio, ogni mattina si presenta al canile di via Campo Marzo (ha un permesso apposito) per mettere a frutto quello che ha imparato durante i corsi di formazione seguiti durante il periodo di detenzione. Giorgia è infatti una dei quaranta detenuti che, dal 2012, hanno preso parte al progetto «Orme oltre le mura» promosso dalla direzione della casa circondariale insieme all’Usl 20, al corpo forestale dello Stato e all’istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie. Corsi di formazione all’educazione animale, con lezioni teoriche e pratiche, a contatto diretto con le bestiole. «Un progetto di sanità penitenziaria di cui andiamo molto orgogliosi perché consente di ricavare benefici anche da situazioni apparentemente negative» hanno commentato la direttrice del carcere Maria Grazia Bregoli e il direttore generale dell’Usl 20 Maria Giuseppina Bonavina. E in futuro, come ha ricordato il direttore generale dell’Istituto zooprofilattico Igino Andrighetto, è in programma anche la realizzazione di una struttura per cani e una per altri animali sequestrati (in particolare tartarughe e pappagalli) all’interno del carcere. «Progetti come questo oltre che alle persone, offrono benefici agli animali stessi – ha spiegato il comandante del corpo forestale, Daniele Zovi -. Pensiamo a tutti i cani provenienti dall’Est Europa che spesso sequestriamo e che necessitano di particolari attenzioni». Anche Fieracavalli ha voluto aderire all’iniziativa. «Per ora fare entrare i cavalli in carcere è ancora un po’ complicato – ha scherzato il responsabile della manifestazione, Armando Di Ruzza -. Ma il progetto sarà illustrato tra i nostri stand durante i giorni della kermesse». (e. p. )

Il Corriere del Veneto – 23 ottobre 2014 

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