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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Ospedale, Bitonci non dà le garanzie sui terreni. Il Comune manca l’ennesima tappa in vista della firma sull’accordo: le aree dei privati ancora vincolate dalle banche
    Notizie ed Approfondimenti

    Ospedale, Bitonci non dà le garanzie sui terreni. Il Comune manca l’ennesima tappa in vista della firma sull’accordo: le aree dei privati ancora vincolate dalle banche

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche9 Ottobre 2016Nessun commento3 Minuti di lettura
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    Buio pesto. Si allontana sempre di più la firma dell’accordo di programma, che il sindaco Massimo Bitonci aveva annunciato di far ratificare dal consiglio comunale entro la fine di settembre, relativo alla collocazione del nuovo ospedale a Padova Est.

    Nemmeno ieri infatti, termine fissato dieci giorni fa dal tavolo tecnico composto dai funzionari di Regione, Azienda Ospedaliera, Università e Provincia, Palazzo Moroni ha recapitato agli altri enti pubblici coinvolti nella partita l’intera documentazione riguardante l’area di San Lazzaro. Ovvero quella, alle spalle del Net Center e della Kioene Arena, in cui lo stesso primo cittadino, dopo aver abbandonato la strada del nuovo su vecchio percorsa in campagna elettorale, ha deciso di posizionare il futuro polo medico sanitario.

    In pratica, per dare il via alla stesura definitiva dell’accordo in questione, il Comune doveva dimostrare di essere in possesso non solo dei circa 200mila metri quadri che già sono di sua proprietà, ma anche dei quasi 130mila che risultano ancora nelle mani del Consorzio Urbanizzazione Quadrante Nordest. Cioè la compagine privata, formata dalla Via San Lazzaro Properties Srl, dall’Immobiliare Galzignano Spa e dalla Mantegna Immobiliare Srl, che ha già ottenuto il via libera dalla giunta di Palazzo Moroni per la realizzazione, nella superficie immediatamente a fianco a quella destinata al nuovo ospedale, di un complesso a destinazione mista caratterizzato da tre grattacieli.

    A dire il vero, l’area del Consorzio, rappresentato dal commercialista Federico Roberto, è gestita (dopo il fallimento dei precedenti titolari) da due banche, Unicredit e Monte dei Paschi di Siena. Le quali, al momento, non hanno ancora svincolato i terreni promessi al municipio. E così, al di là del fatto che i vari passaggi di proprietà delle superfici citate siano tuttora oggetto di un’indagine (ad oggi senza indagati né ipotesi di reato) aperta dalla procura dopo un esposto dell’onorevole del Pd Alessandro Naccarato, il Comune non ha rispettato la scadenza di ieri. E, in questo modo, ha contribuito ad allontanare, chissà fino a quando, la firma dell’accordo di programma che era prevista per il prossimo 17 ottobre. Ma che, a questo punto, verrà nuovamente rinviata.

    Peraltro, fanno notare dagli altri enti pubblici protagonisti dell’affaire, l’area di San Lazzaro figura ancora con una destinazione residenziale/commerciale. Mentre il futuro polo medico sanitario, a livello urbanistico, resta collocato a Padova Ovest (di fronte allo stadio Euganeo), così come aveva stabilito la precedente amministrazione cittadina (e la stessa Regione), prima che Bitonci ribaltasse il tavolo. Insomma, malgrado l’ottimismo (di facciata?) che fanno trapelare dal municipio, l’iter del nuovo ospedale è sostanzialmente in stand by. Non va dimenticato che il cronoprogramma fissato il 7 giugno scorso dal direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Luciano Flor risulta completamente disatteso. Per dire, in base a quella tabella di marcia (disponibile nero su bianco su www.regione.veneto.it), il Comune doveva dimostrare la «piena disponibilità» dei terreni di Padova Est entro il 31 luglio. Per fare in modo che, entro il 31 agosto, l’area fosse «messa a disposizione» dell’Azienda Ospedaliera. E che, entro il 30 settembre, fosse sottoscritto l’accordo di programma «previa approvazione da parte degli organi degli enti coinvolti». Un cronoprogramma, com’è evidente, tutto da rifare.

    Davide D’Attino – Il Corriere del Veneto – 9 ottobre 2016 

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