Breaking news

Sei in:

Ospedale, Finanza e Progetti fa ricorso: ora il Comune paghi 150 milioni di euro. Dopo il Tar, la vicenda dello spostamento da Ovest a Est finisce al Consiglio di Stato

Una storia davvero infinita, quella del nuovo ospedale di Padova. Sull’annoso tema della localizzazione del futuro polo medico sanitario della città, prosegue infatti non solo lo scontro politico, inevitabilmente destinato a caratterizzare la campagna elettorale in vista delle amministrative di primavera, ma anche quello giudiziario.

L’ultima puntata, dopo la quale chissà quante altre ne seguiranno, riguarda appunto il fatto che Finanza e Progetti Spa, cioè la compagine controllata a metà dalla Servizi Italia Spa di Parma e dal fondo londinese Lend Lease Cemea Investments e proponente del vecchio project financing ai tempi in cui si era deciso di posizionare l’opera a Padova Ovest, ha fatto appello al Consiglio di Stato impugnando la sentenza con cui il Tar, lo scorso ottobre, aveva respinto il ricorso presentato dalla stessa società contro la Regione, l’Azienda Ospedaliera e il Comune. Colpevoli, secondo il gruppo difeso dall’avvocato Vittorio Domenichelli e diretto (circa fino a un anno fa) dalla vicentina Palladio Finanziaria Spa, di non aver rispettato un altro procedimento del Tar, stavolta quello di maggio 2015.

Allora il tribunale amministrativo, accogliendo un altro ricorso avanzato sempre da Finanza e Progetti contro i tre enti pubblici, aveva infatti stabilito che i privati dovessero essere coinvolti nell’iter che nel frattempo, su iniziativa dell’allora sindaco Massimo Bitonci (condivisa più o meno convintamente dal presidente della Regione Luca Zaia e da Claudio Dario, all’epoca direttore generale dell’Azienda Ospedaliera), aveva cambiato la location del nuovo policlinico, trasferendolo da Ovest a Est. Un coinvolgimento, quello disposto dal Tar, che a detta della compagine italo-britannica non sarebbe mai avvenuto. Tanto che, un anno dopo (a maggio 2016), Finanza e Progetti era tornata a rivolgersi al tribunale. Il quale però, come già ricordato sopra, le aveva dato torto. Ed è proprio contro quest’ultima sentenza, che pareva aver aperto la strada verso la definitiva collocazione del nuovo ospedale nell’area di San Lazzaro, che la società difesa da Domenichelli ha fatto appello al Consiglio di Stato, confermando peraltro la richiesta di ben 150 milioni di euro di risarcimento danni per «perdita di chance».

«A ottobre scorso – osserva il legale della società – il Tar ha preso un abbaglio clamoroso, sostenendo che Finanza e Progetti pretendeva che gli enti pubblici, prima di decidere di riposizionare l’opera a Padova Est, le sottoponessero la cosa per ricevere o meno il via libera. In realtà, la questione è un po’ diversa. I miei clienti ritengono semplicemente che il project financing di Padova Ovest possa essere trasferito nell’area di San Lazzaro. E in questo senso, peraltro in linea con la sentenza del Tar del maggio 2015, chiedono di essere reintrodotti nella partita. Sinceramente – conclude Domenichelli – non capisco per quale motivo, Regione, Azienda Ospedaliera e Comune continuino trattare i miei clienti come se fossero degli appestati. Adoperando un progetto già pronto, si risparmierebbe un sacco di tempo».

A Palazzo Moroni, per resistere all’appello di Finanza e Progetti, il commissario prefettizio (dimissionario) Michele Penta ha incaricato gli avvocati Fulvio Lorigiola e Luciana Palaro, stanziando circa 15 mila euro. «Ha un po’ stancato quest’andazzo dei privati che si rivolgono ai tribunali ogni volta che gli enti pubblici fanno scelte diverse da quelle sperate da loro – interviene l’ex sindaco Bitonci – Ma sono certo che il Consiglio di Stato riconoscerà nuovamente la bontà dell’operato della mia amministrazione». «Bitonci ha poco da lamentarsi – ribatte il vicesegretario del Pd Nereo Tiso – Quest’infinita querelle giudiziaria non è altro che colpa sua. Se non avesse spostato l’ospedale da una parte all’altra della città, mettendolo peraltro in un’area in cui i passaggi di proprietà avvenuti tra privati destano più di qualche sospetto, non sarebbe successo nulla di tutto questo. E forse, oggi, sarebbero già cominciati i lavori». Di sicuro, prima della sentenza, passeranno ancora alcuni mesi. E la storia infinita del futuro ospedale di Padova si arricchirà di nuove, sorprendenti puntate.

Davide D’Attino – Il Corriere del Veneto – 31 gennaio 2017 

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top