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PA -35% assenze dal lavoro per malattia in 30 mesi

Il ministero per la Pubblica amministrazione commenta il conto annuale 2009, pubblicato a fine dicembre dalla Ragioneria generale dello Stato.

Roma, 3 gennaio (Labitalia) – Il calo medio delle assenze per malattia nei primi 30 mesi di operatività delle norme è stato del 35%, dato in linea con il -34% medio in due anni desumibile dal conto annuale 2009. E’ il ministero per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione a commentare il conto annuale 2009, pubblicato a fine dicembre dalla Ragioneria generale dello Stato (Rgs), che “conferma l’entità dell’impatto che le norme di contrasto all’assenteismo hanno prodotto sui comportamenti di assenza dei dipendenti pubblici”. I dati del conto annuale, dunque, “sono pienamente in linea con quelli del monitoraggio sulle assenze per malattia che il dipartimento della Funzione pubblica realizza mensilmente da giugno 2008, confermandone la robustezza statistica e metodologica”.

La rilevazione indica che le nuove regole hanno ridotto i giorni di assenza per malattia in misura significativa: -38% nel primo anno di applicazione (luglio 2008-giugno 2009), -30,2% nel secondo anno (luglio 2009-giugno 2010). La contrazione media delle assenze dei dipendenti pubblici nel 2008 e nel 2009 che è possibile calcolare sulla base del conto annuale 2009, è di circa il 34%.

Proiettandolo su un intero anno l’operatività della legge 133, nel 2008 la riduzione dei giorni di malattia è stata del 39,6% (-38% secondo le stime del monitoraggio). Nel 2009 il numero medio di giorni di assenza per malattia si è ridotto di oltre il 28% rispetto al 2007, anno nel quale la legge 133/2008 non operava ancora.

La discesa delle assenze per malattia è quindi proseguita con la stessa intensità del 2008, come evidenziato nel testo di sintesi del conto annuale disponibile sul sito del ministero dell’Economia. “Questi dati chiudono definitivamente ogni stucchevole polemica sull’attendibilità dei monitoraggi sin qui effettuati dal ministero per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione”, conclude la nota.

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