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Parco Abruzzo. I turisti: cavalli legati costretti saltare come canguri

Pescasseroli: denuncia presentata all’Ente e alla Forestale, chieste indagini per maltrattamenti. Cavalli legati e obbligati a saltare come i canguri. È quanto denunciano alcuni turisti in visita nel Parco nazionale d’Abruzzo.

«Desideriamo sollecitare l’Ente Parco ed il Corpo forestale locale» scrivono «a rendersi responsabili sia da un punto di vista morale che civico del problema dei cavalli allevati all’interno del Parco. La situazione è sotto gli occhi di tutti: gli allevatori immobilizzano le zampe anteriori dei cavalli con corde o catene molto strette in modo da evitarne la fuga. Questo fa sì che gli equidi siano costretti a muoversi in modo del tutto innaturale, per potersi procacciare il cibo essi infatti devono saltare come fanno i canguri. Spesso finiscono con l’inciampare e ferirsi oppure, cosa ancor più grave, rischiano di essere investiti o di mettere a rischio la sicurezza degli automobilisti quando transitano in mezzo alla strada». I turisti hanno allegato alla denuncia una serie di foto scattate ad un gruppo di cavalli immobilizzati per ore all’interno di un boschetto lungo il sentiero H3 che parte da Villetta Barrea e conduce alla Camosciara.

Il Centro – 28 agosto 2012

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