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Opa Parmalat: Bondi si affida a Goldman e tre legali

Cda rapido a Milano. Berlusconi: Opa in regola con norme mercato

Milano, 3 maggio (TMNews) – Parmalat si affida a Goldman Sachs e a un nutrito stuolo di studi legali per valutare il prezzo dell’offerta annunciata dai francesi di Lactalis sulla totalità delle azioni del gruppo a 2,6 euro per azione. Il cda odierno, che si è riunito a Milano nei nuovi uffici di via Podgora, a due passi dal Tribunale, non ha deciso sul prezzo offerto dai francesi ma ha dato mandato a Goldman Sachs, quale advisor finanziario, e agli studi Shearman & Sterling, Lombardi Molinari e Associati e Legance, quali advisor legali, per mettere a punto una ‘fairness opinion’, ovvero una valutazione di congruità del prezzo messo sul piatto dai francesi. L’offerta “non è stata né sollecitata né concordata con la società”, ha precisato Parmalat in un comunicato emesso al termine del cda, che una fonte vicina al consiglio, ha detto essere stato “tranquillo”. La riunione è durata poco meno di un’ora. Un successivo consiglio dovrà poi riunirsi per esaminare la relazione degli advisor e decidere se raccomandare o meno l’Opa agli azionisti. Per il 12 maggio ne è già convocato uno per l’approvazione dei risultati trimestrali.

Il prezzo offerto di 2,6 euro per azione incorpora un premio del 21% circa rispetto al prezzo di Borsa delle azioni Parmalat degli ultimi 12 mesi, ma è a sconto rispetto ai picchi toccati a metà marzo, quando le azioni viaggiavano sopra i 2,7 euro, e rispetto ai 2,8 euro pagati da Lactalis per rilevare il 15% in mano ai tre fondi stranieri. Oggi le azioni Parmalat hanno chiuso in rialzo dell’1,3% a 2,596 euro, allineate al prezzo dell’Opa. Sempre forti i volumi, con il 3% del capitale scambiato.

Mentre si attende per l’inizio della prossima settimana il responso della Consob sul prospetto depositato lo scorso venerdì da Lactalis, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso del vertice oggi a Palazzo Chigi, ha ricordato che si è trattato di un’operazione in regola con le norme del mercato. Intanto il Codacons, assieme all’Associazione Utenti Servizi finanziari, bancari e assicurativi, ha presentato un ricorso al Tar del Lazio chiedendo il blocco dell’operazione, sostenendo che “un’impresa francese che da anni non pubblica i bilanci, viola i principi del Testo unico della finanza e del regolamento emittenti”, perchè va contro il principio di trasparenza e non consente scelte consapevoli per nessuno dei soggetti coinvolti

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