Sei in:

Pensioni all’inglese. A 55 anni incassi tutto in un colpo. La riforma Cameron: poi niente assegni. Le associazioni: rimarranno senza soldi

Vittorio Sabadin. Ieri era festa anche in Gran Bretagna, ma alcune società immobiliari, concessionarie d’auto e agenzie di viaggio sono rimaste aperte: per le strade c’erano molte persone di mezza età che avevano soldi freschi da spendere. Proprio ieri è entrata infatti in vigore la riforma delle pensioni decisa dal governo di David Cameron. Chi ha più di 55 anni può ora incassare l’ammontare delle somme accantonate dallo stipendio nel periodo di lavoro senza più essere costretto a lasciarlo al suo «pension provider», che garantiva in cambio una erogazione annuale per tutto il resto della vita.

Quando il governo presentò nel 2014 il progetto per «la più grande riforma pensionistica da 100 anni» il ministro delle Pensioni Steve Webb disse che ogni persona che si ritirava dal lavoro avrebbe potuto, se lo desiderava, comprarsi una Lamborghini. Ieri molte associazioni che si occupano degli anziani, alcuni esperti di finanza e persino membri dello stesso governo hanno espresso il timore che possa essere proprio così: i nuovi pensionati guideranno auto sportive e si toglieranno altre soddisfazioni, ma non avranno più i soldi necessari per vivere.

Le preoccupazioni

Preoccupato, il governo ha istituito una task force di 300 consulenti, garantendo che ogni pensionato avrebbe avuto diritto a mezz’ora di colloquio a faccia a faccia per farsi indirizzare. Il «Daily Mail» ha calcolato che i consulenti sono uno ogni 7000 persone interessate alla riforma e quindi ci vorrà un bel po’ di tempo per garantire a tutti quei 30 minuti di consigli. Ros Altman, un’esperta considerata la zarina dei problemi degli anziani, ha dato il suggerimento migliore: «State fermi, non fate niente. La novità è che potete ritirare i soldi, non che dovete farlo».

La riforma non riguarda tutti i pensionati. Quelli che rientrano nel «Defined Benefit», che hanno cioè concordato un trattamento pensionistico predeterminato e non dipendente dai contributi versati, ne sono esclusi. I lavoratori che hanno optato per la «Defined Contribution» (pensione proporzionale ai versamenti) possono invece riavere indietro il proprio capitale, con un prelievo unico oppure dilazionato nel tempo. Il 25% di ogni fetta ritirata è esente da tasse, il 75% è invece tassato.

Il governo ci guadagna

Sono arrivate subito le critiche. A un mese dalle elezioni – si dice – la riforma è un facile modo per fare sembrare più ricca la gente. Il governo ci guadagnerà, perché nei prossimi 5 anni incasserà 4 miliardi di tasse dalle somme ritirate. Gli anziani saranno vittime di truffatori che busseranno alla porta, proponendo investimenti fasulli. La riforma metterà infine le basi del prossimo scandalo finanziario, favorendo una bolla immobiliare di appartamenti acquistati per essere affittati.

I possibili impieghi

E i diretti interessati? In attesa di ritirare il capitale hanno dichiarato in larga maggioranza nei sondaggi che useranno il denaro per un viaggio. Chi non ha una lunga aspettativa di vita è contento di potere spendere i soldi subito, «invece di lasciarli alle banche». Quelli che hanno figli e nipoti affettuosi sono felici alla prospettiva di fare ereditare loro qualcosa. Chi invece ha figli che non si fanno vedere da mesi e non telefonano più, nemmeno per il compleanno, è forse già sceso alla stazione della metro di South Kensington: lì davanti, al numero 27 di Old Brompton Road, c’è il concessionario londinese della Lamborghini.

La Stampa – 7 aprile 2015 

Leave a Reply
 

Your email address will not be published. Required fields are marked (*)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top