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Pensioni. Verso lo stop alla restituzione dello 0,1%. In arrivo al Senato l’emendamento del ministero del Lavoro che conferma la soluzione del 2016

Anche quest’anno per i pensionati è stata sterilizzata la restituzione dello 0,1% dell’assegno per la rivalutazione avuta nel 2015. L’annuncio arriva dal ministero del Lavoro che ha preparato un emendamento al decreto Milleproroghe, confermando per il 2017 la norma che ha consentito di non procedere nel 2016 al recupero del differenziale negativo dello 0,1% sulle pensioni, dovuto alla differenza tra l’inflazione programmata e quella effettiva su cui è stato calcolato l’adeguamento annuale delle pensioni al costo della vita nel 2015.

L’intervento del ministero è stato sollecitato dai sindacati dei pensionati, in particolare dallo Spi-Cgil che ha calcolato nel caso di una pensione al minimo una perdita di 6,50 euro l’anno e di 13 euro l’anno per un assegno di mille euro, aggiungendo come «cifre che possono sembrare di poco conto incidono sulle pensioni più basse, per le quali qualche euro in più o in meno al mese fa la differenza».

Il ministro Poletti si era impegnato con i pensionati a rimandare la restituzione a quando l’economia sarà in ripresa per evitare penalizzazioni, considerando che quest’anno per gli assegni pensionistici non ci sarà alcuna rivalutazione. A novembre, infatti, il decreto ministeriale Economia-Lavoro ha ufficializzato la misura della rivalutazione definitiva 2015 (a valere sulle pensioni dal 2016) e di quella provvisoria 2016 (a valere dal 1° gennaio 2017): in entrambi i casi il valore è 0 per cento. In realtà il valore effettivo, calcolato dall’Istat sulla base dell’indice dei prezzi al consumo, sarebbe negativo (-0,1%), ma è stato azzerato da una clausola della legge di Stabilità 2016 (articolo 1, comma 287, legge 208/2015), secondo cui il valore applicato per la rivalutazione delle prestazioni previdenziali e assistenziali non può essere inferiore a zero.

Del tema si è discusso in occasione della sessione di Bilancio, quando si quantificò in 150 milioni di maggior spesa il costo della sterilizzazione della restituzione dello 0,1%, ma in manovra non se ne fece nulla. Adesso, dopo l’annuncio del ministro Poletti, nei prossimi giorni sarà presentato dal governo l’emendamento al Senato, in commissione Affari costituzionali, dove sono quasi 1.200 le proposte di modifica al Dl Milleproroghe che arrivano dai senatori di maggioranza e opposizione.

Soddisfatti i sindacati di categoria: «È una decisione di buonsenso – commenta la Cisl pensionati – che permette di non togliere risorse ai pensionati e rimanda tale operazione a condizioni economiche più rosee per il nostro Paese».

Il Sole 24 Ore – 22 gennaio 2017 

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