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Pfas, dipendenti Miteni in sciopero. «Vogliamo garanzie sulla salute». I sindacati hanno proclamato l’astensione dal lavoro e organizzato una marcia a Venezia

Dipendenti della Miteni in marcia per l’emergenza Pfas. I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero di otto ore e domani i lavoratori da Trissino andranno a Venezia, a manifestare davanti al palazzo della Regione «per avere garanzie su salute, sicurezza, ambiente e occupazione». Motivo della protesta è anche la richiesta di essere inseriti negli screening regionali avviati per accertare le condizioni di salute degli abitanti della «zona rossa». Intanto, su temi analoghi stasera alle 18 il sindaco di Lonigo Luca Restello guiderà una marcia di primi cittadini in fascia tricolore.

L’industria chimica di Trissino, che ha circa 120 dipendenti, dal 2013 è stata indicata da Arpav come al centro del caso di contaminazione della falda da composti perfluoroalchilici, Pfas. «Lo sciopero è sia contro la Regione che contro Miteni, che ha disdetto tutti gli accordi di secondo livello – precisa Alessandro De Cao, sindacalista della Femca Cisl – domani una delegazione andrà a Venezia e speriamo di essere ricevuti: da mesi i dipendenti chiedono di essere sottoposti al piano regionale che le Usl stanno portando avanti». Il maxi-controllo è in corso nei 21 Comuni fra Ovest vicentino, Bassa Veronese e Bassa Padovana dove più alta è la contaminazione della falda. «Vogliono fare lo screening anche loro, sono molto esposti e hanno diritto ad avere delle risposte» insiste Leone Frigo, della Uiltec Uil. La protesta, di otto ore, inizierà da stasera e continuerà fino a domani sera per i dipendenti turnisti, mentre inizierà domattina alle 8 per chi lavora in giornata. Ma i dipendenti, con i sindacati, scioperano anche per avere garanzie «sull’incolumità propria e la salvaguardia degli impianti, per la possibile reiterazione di gesti come il recente accesso non autorizzato». Sabato scorso infatti una quarantina di manifestanti del coordinamento «Vicenza si solleva» ha fatto irruzione all’interno: uno di loro ha acceso un fumogeno sopra un silos. «Gesto pericoloso, quella è una vasca piena di acido. Se metteva il piede sulla valvola sbagliata potevano esserci conseguenze gravissime per lui e gli altri – spiegano dalla Rsu, sindacato interno di Miteni – inoltre vogliamo garanzie sulla continuità produttiva: ora l’azienda sta pompando e depurando l’acqua di falda, cosa succederebbe se chiudesse?».

In parallelo, a Lonigo i sindaci dell’area più inquinata stasera marceranno da piazza Garibaldi alla centrale di potabilizzazione in località Madonna. «Il corteo è in occasione della giornata mondiale dell’acqua, per ottenere dal governo i fondi per condotte che portino acqua pulita per la popolazione e i campi» spiega Restello, che con altri sindaci ha inviato una lettera-appello alle autorità regionali, al governo e per conoscenza anche al Papa. (Vai alla fonte)

Andrea Alba – Corriere della Sera – 22 marzo 2017

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