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Pfas, la marcia dei cinquanta sindaci di ogni colore politico. Sospeso lo sciopero alla Miteni. E Greenpeace: verifiche nelle scuole

Cinquanta sindaci in marcia contro l’emergenza provocata dalle «Pfas», cioè le sostanze chimiche disperse nelle falde acquifere di Vicenza, della Bassa Veronese e della Bassa Padovana. Fasce tricolori bipartisan: quello partito dal centro di Lonigo ieri pomeriggio è stato un corteo a cui hanno partecipato primi cittadini di ogni colore politico. L’occasione la giornata mondiale dell’acqua: «La nostra è una protesta simbolica – ha spiegato l’organizzatore Luca Restello, sindaco leghista di Lonigo – che segue la lettera inviata nei giorni scorsi al governo e, per conoscenza, al Papa. La contaminazione della falda da Pfas è un disastro ambientale». Al suo fianco Achille Variati, presidente della Provincia in quota Pd (e sindaco di Vicenza) oltre a Roberto Castiglion, sindaco della vicina Sarego per i grillini. Più sindaci civici come Matteo Macilotti di Chiampo o di Forza Italia come Paolo Pellizzari di Arcugnano, e poi decine e decine di primi cittadini del Veronese e del Vicentino: insieme hanno percorso in silenzio i tre chilometri fino al centro di potabilizzazione locale. «Sappiamo dal Cipe, cioè il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, che sono stati stanziati dei fondi per creare nuove infrastrutture che portino in questa zona acqua pulita: li si sblocchi al più presto», è l’appello di Variati. Mentre Castiglion chiede che si applichi «il principio per cui chi ha inquinato deve pagare i danni. E mi rivolgo alla Miteni di Trissino». Una volta sul posto, i sindaci hanno cantato insieme l’inno nazionale. Intanto, proprio alla Miteni, è stato per ora sospeso lo sciopero dichiarato da Cgil, Cisl e Uil: la Regione ha infatti accettato di incontrare martedì prossimo sindacati e dipendenti, che chiedono di essere inseriti nello screening avviato dalle Usl. In tema di Pfas si stanno muovendo anche gli ambientalisti di Greenpeace: ieri hanno chiesto a 30 scuole primarie venete, dell’area interessata dall’inquinamento, di poter raccogliere e analizzare campioni di acqua potabile erogata.

IL Corriere del Veneto – 23 marzo 2017

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