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Pfas, la Miteni consegna allo Spisal le analisi di cinquecento dipendenti. L’azienda all’Usl: «Pronti ad ulteriori esami su richiesta»

Lo Spisal dell’Usl 8 acquisisce i dati clinici dei trattamenti sanitari eseguiti dai lavoratori attuali ed ex dell’industria chimica Miteni di Trissino, dal 2000 in poi. I tecnici dell’azienda sanitaria che si occupano di sicurezza sul lavoro ieri hanno ottenuto la mole di documenti – che riguarda circa 500 persone, e a cui si aggiungerà ulteriore documentazione cartacea degli anni ‘90 – dalla Miteni. Dall’industria chimica confermano: «Abbiamo fatto presente all’Usl che Miteni continuerà a svolgere gli screening annuali ed è disponibile ad effettuare ulteriori analisi richieste».

Il passaggio tecnico è la premessa all’estensione, da parte dell’azienda sanitaria, del monitoraggio sugli effetti degli Pfas anche su chi lavora o ha lavorato in Miteni. La Regione, in un incontro con i sindacati Cgil, Cisl e Uil e le rappresentanze sindacali interne, ad aprile aveva infatti assicurato pure per i dipendenti l’estensione del maxi-screening già in corso nella popolazione dei 21 Comuni dell’area «rossa»: il territorio ai confini fra Ovest Vicentino, Bassa Veronese e Bassa Padovana dove è più intensa la contaminazione in falda dei composti perfluoro-alchilici.

Proprio Miteni è al centro dell’inquinamento da Pfas, con l’industria vicentina indicata da Arpav già nel 2013 come fonte principale (a gennaio una sentenza del Tribunale delle Acque ha indicato che lo sversamento deriva anche da altri utilizzatori).

Da parte dell’azienda – dichiarano da Miteni – è stato precisato ai tecnici dello Spisal che la copertura delle analisi dei lavoratori è sempre stata completa e ben superiore a quelle che erano le indicazioni di legge. Verifiche fino ad oggi sempre pagate da noi: il monitoraggio e la cronologia, anche dei lavoratori attuali, sono stati messi a disposizione e se l’Usl chiederà ulteriori analisi saremo disponibili a farle». La documentazione consegnata finora riguarda soprattutto analisi del sangue e per immagini. «I documenti precedenti al 2000 sono solo cartacei e va fatta una ricerca in azienda. Ma tutto, anche questo, prossimamente verrà trasmesso all’Usl» concludono da Miteni.

Il Corriere del Veneto – 25 luglio 2017

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