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Piano anticrisi il 5 dicembre, una correzione da 15 miliardi

Nuovi prelievi fiscali ma anche tagli alla spesa e interventi per lo sviluppo. La correzione, 13-15 miliardi, il 5 dicembre (al massimo il 6) riceverà l’ok del Cdm

Ritorno dell’Ici in versione super-Imu con la rivalutazione delle rendite catastali, aumento dell’Iva, stretta sull’uso del contante con soglia di tracciabilità sopra i 300-500 euro, “potatura” delle strutture amministrative delle Province enti e organismi collegiali, spinta alle liberalizzazioni e alle infrastrutture. Il primo “vagoncino” del convoglio con cui il premier Mario Monti spera di portare l’Italia fuori dalla crisi è quasi pronto a partire. Il suo carico, fatto di nuovi prelievi fiscali ma anche di tagli alla spesa e di interventi per lo sviluppo, oscilla tra i 13 e i 15 miliardi e il 5 dicembre (al massimo il 6) riceverà l’ok del Consiglio dei ministri per cominciare a muoversi sui binari facendo leva su un decreto.

Un decreto che garantirà il pareggio di bilancio nel 2013 e che precederà le riforme strutturali da definire, anche d’intesa con le parti sociali, prima di Natale: pensioni, lavoro e fisco.

Il provvedimento dovrebbe prevedere anche un primo ribasso dell’Irap sul lavoro e anche altre forme di detassazione soft. Due sono le principali questioni ancora aperte. Anzitutto l’inserimento nel Dl di un primo pacchetto di interventi previdenziali (contributivo pro rata per tutti dal 1° gennaio e anticipo al 2012 del meccanismo sull’aggancio alla speranza di vita) da estrapolare dal piano organico sulle pensioni al quale sta lavorando il ministro Elsa Fornero. Resta poi da sciogliere il nodo del ricorso a un mini-prelievo (0,5%) sui patrimoni superiori al milione di euro (patrimoniale soft), osteggiato dal Pdl ma caldeggiato da Pd e sindacati.

Ieri Monti ha trascorso quasi tuta la giornata al ministero dell’Economia dove prima ha fatto il punto della situazione con alcuni ministri e poi ha cominciato a definire la portata e i contenuti del decreto con il direttore generale Vittorio Grilli, il Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, e il capo di gabinetto, Vincenzo Fortunato. Anche per effetto del nuovo tonfo subito venerdì e del pressing delle ultime ore sul Governo a fare presto, Monti ha deciso di accelerare il più possibile i tempi del varo delle prime misure, fissandolo all’inizio della stessa settimana in cui è in calendario il Consiglio europeo (9 dicembre).

Il nostro governo non lo chiederà ma il vertice dovrebbe dare alcune indicazioni su una questione a tutt’oggi ancora aperta: la sterilizzazione della mancata crescita e il “congelamento” della maggior spesa sostenuta per gli interessi sul debito. Se non dovesse arrivare alcuna apertura, Monti potrebbe essere costretto a provvedere a una sorta di secondo intervento correttivi per almeno altri 5-10 miliardi.

Quanto al carico del primo “vagoncino”, è da considerare certo un ritorno all’Ici in versione super Imu, la prevista imposta municipale sugli immobili, che verrebbe ancorata a una rivalutazione delle rendite catastali (si parla del 15% del valore di mercato). Questo intervento varrebbe 4-5 miliardi. Molto probabile è un ulteriore ritocco dell’Iva. Due le opzioni: con la prima (quella più probabile) verrebbero aumentate di un punto sia l’aliquota ordinaria del 21% sia quella agevolata del 10% (incasso 6 miliardi); la seconda prevede la lievitazione di uno o due punti della sola aliquota del 21% (entrate per 4 o 8,8 miliardi). Il decreto dovrebbe prevedere anche un primo pacchetto anti-evasione con una stretta sull’utilizzo del contante abbassando a 300-500 euro la soglia della tracciabilità.

I tagli alla spesa si concentreranno sui costi di funzionamento e organizzazione della pubblica amministrazione: funzionamento Province, enti e organismi collegiali, auto blu, approvvigionamenti e via dicendo. In arrivo una spinta alle liberalizzazioni con interventi sugli ordini professionali, i servizi pubblici locali, i trasporti e l’orario dei negozi, e il nuovo piano per l’energia. In via di definizione anche interventi per le tlc, la banda larga e soprattutto le infrastrutture con procedure ultra-semplificate per le opere cantierabili

ilsole24ore.com – 27 novembre 2011

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