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Pssr. Il ministro Balduzzi: mi aspettavo di più dal Veneto

Questo il commento del ministro della Salute a Venezia ieri al piano socio sanitario licenziato dalla giunta e dal consiglio regionale

«Mi sarei aspettato – ha detto il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ieri a Venezia, riguardo al Piano Sociosanitario della Regione –, conformemente alle tradizioni sanitarie del Veneto, un’ancora maggiore insistenza su quella che è l’integrazione tra il sociale e il sanitario che è il vero modo per vincere la Scommessa della Salute». «Il bisogno di salute – ha aggiunto il Ministro, intervenuto all’apertura della due giorni di convegno nazionale “Guadagnare salute”, al Campus San Giobbe dell’Università Ca’ Foscari di Venezia – non arriva mai da solo, specialmente per quanto riguarda le cronicità, gli anziani e la disabilità: è qualcosa che ha bisogno di interventi sia sanitari che sociali e allora la capacità di gestire reti integrate di servizi fa vincere la partita. Il Veneto ha una grande tradizione in questo senso; io mi sarei aspettato, appunto, una maggiore insistenza, così come mi sarei aspettato una ancora più forte insistenza su una capacità di controllo sulla spesa per beni e servizi». Il ministro Balduzzi, valutando positivamente il fatto che dopo molti anni sia stato approvato il Piano Sociosanitario Regionale del Veneto, ha rilevato di non potersi esprimere nei dettagli, dato che il Piano non è stato inviato per il parere preventivo al Governo.

Comunque, lo stesso ministro ha ribadito che, per quanto ha potuto vedere, si sarebbe aspettato, forse, una maggiore attenzione all’integrazione sociosanitaria, «perché – ha sottolineato – questa è una forte caratterizzazione del Veneto». Per quanto riguarda l’altra sua attesa, e cioè un’attenzione maggiore del Piano alla possibilità di tenere sotto controllo la spesa per beni e servizi, ha osservato: «Può anche essere che questo sia demandato ad atti successivi, attuativi del Piano». Rispondendo a una domanda sugli ipotizzati “tagli” alla sanità, Balduzzi ha obiettato che «tagli è una parola grossa» e ha puntato l’attenzione sullo sforzo che tutti devono compiere nella riqualificazione dei servizi. Le parole di Balduzzi, comunque, non negano (anzi sembrano confermare) la riduzione, entro fine mese, di un miliardo di euro nei finanziamenti alla sanità a livello nazionale. «Cercando – ha sottolineato Balduzzi – di contenere tutti quei costi che possono essere contenuti e soprattutto di stare dentro a una capacità di spesa che sia sulla base di esigenze di economicità e di efficienza».

Il Mattino di Padova – 22 giugno 2012

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