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Pordenone. Animalisti contro McDonald’s, indagini anche fuori regione

L’Alf (Animal Liberation Front) riappare sulla scena pordenonese con un attentato incendiario contro il McDonald’s di viale Venezia. L’«attacco», come lo definiscono gli stessi animalisti, risale alla notte del 2 ottobre.

L’incendio divampato all’altezza del McDrive, dove si ordinano i panini dall’auto, aveva insospettito la polizia, ma all’azione non era seguita alcuna rivendicazione. Ieri la conferma. Su internet è apparso un comunicato anonimo ricevuto da “Bite Back Magazine”, in cui Liberazione Animale rimanda a un link su Youtube che mostra l’azione ripresa con un telefonino.

In 37 secondi si mostra per intero l’edificio in cui si trova McDonald’s sulla Pontebbana, poi l’obiettivo inquadra una persona vestita di nero, travisata con passamontagna, che dà fuoco alla postazione del McDrive. Non è chiaro se getti a terra una bottiglietta incendiaria, del tipo molotov. Dall’audio si percepisce soltanto una modesto fragore, non è chiaro se sia dovuto a un’esplosione o al divampare delle fiamme, che da terra si propagano velocemente lungo il muro. Chi appicca il fuoco o getta qualcosa per terra, agisce e si allontana con rapidità.

Sul “sabotaggio” indagano polizia e carabinieri. L’episodio era stato configurato come un danneggiamento e come tale era stato segnalato alla Procura. La rivendicazione pone l’incendio sotto un’altra ottica. «La notte del 2 ottobre 2011, intorno alle 2 – scrivono gli animalisti – abbiamo incendiato parte di una colonna del McDonald’s a Pordenone, in Italia, e danneggiato le postazioni per l’ordine del McDrive… Abbiamo deciso di colpire il McDonald’s perchè questa lobby è complice di sterminio di animali e quindi è un obiettivo tenuto di mira… Alf».

     L’azione potrebbe essere collegata con altri incendi simili, sempre ai danni della catena americana, ma avvenuti in altre zone d’Italia con le stesse modalità. A Pordenone, come in provincia di Udine (su Youtube per errore si fa riferimento al capoluogo friulano), l’Alf ha sempre avuto dei punti di riferimento. Anche se l’incendio non ha creato gravi danneggiamenti, l’attenzione da parte della forze dell’ordine è altissima. È proprio con una serie di incendi e sabotaggi che nel 2006, a cavallo tra le provincia di Pordenone e Udine, il Gruppo giustizia animale aveva cominciato la sua attività, culminata con l’incendio di quattro furgoni-frigo in un salumificio di Flagogna (175 mila euro di danno). Cinque anni fa i raid si chiusero con l’arresto del leader storico di Alf, Roberto Duria, e dei suoi presunti complici

PORDENONE – L’attacco incendiario contro il McDonald’s di viale Venezia, rivendicato dall’Animal Liberation Front, al momento viene trattato come un danneggiamento. Ieri mattina gli investigatori della Digos di Pordenone e dei carabinieri del Ros di Udine si sono confrontati con il sostituto procuratore di turno, Annita Sorti, per valutare l’episodio e coordinare le indagini. Episodi analoghi, infatti, si sono registrati contro altre sedi della catena americana. Possono essere ricondotte alle stesse persone che hanno agito a Pordenone? È ancora molto presto per stabilirlo o per escludere che quello dell’altro notte fosse un caso isolato.

All’attenzione degli investigatori vi è un video girato con un telefonino e poi scaricato su Youtube. Per errore indica «l’attacco incendiario contro il McDonald’s di Udine», ma le immagini mostrano chiaramente la struttura di viale Venezia. In azione almeno due persone. Una fa le riprese con il telefonino, l’altra appicca l’incendio. Non è chiaro se lancia una piccola molotov o se con l’aiuto di uno straccio dà fuoco all’altezza della postazione del McDrive, precedentemente cosparsa di liquido infiammabile. L’«attacco», come lo definiscono gli stessi animalisti, risale alla notte del 2 ottobre. Successivamente è apparso su internet un comunicato anonimo ricevuto da “Bite Back Magazine”, in cui Liberazione Animale rimanda a un link su Youtube che mostra l’azione ripresa con un telefonino, durata 37 secondi. Il “piromane” era vestito di nero e aveva la testa coperta da un passamontagna.

Gazzettino.it – Sabato 8 Ottobre 2011,

 

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