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Proseguono domani all’Aran le trattative per il rinnovo del contratto della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria. Appuntamento sul monte salari

Dopo il primo incontro del 20 febbraio – a seguito del quale le Organizzazioni Sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria, hanno sospeso lo sciopero precedentemente indetto per il 23/02  – proseguono domani gli incontri all’Aran per il rinnovo del Ccnl 2016-2018.

I sindacati, in vista dell’incontro, hanno ribadito che l’Indennità di Esclusività di Rapporto col Ssn è massa salariale e pretendono per i professionisti della sanità pubblica lo  stesso trattamento che riservato al resto del pubblico impiego.

L’atto di indirizzo definitivo per il personale della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e delle professioni sanitarie

All’Aran le sigle della dirigenza medica e sanitaria sono convocate per fare il punto sulla parte economica del rinnovo contrattuale e per fissare un primo calendario sulla parte normativa.

Il primo argomento all’ordine del giorno è l’inclusione dell’indennità di esclusività (che vale circa 9mila euro pro capite) nel monte salari, sul quale poi andrà calcolato l’aumento del 3,48 per cento previsto dall’accordo del 30 novembre 2016. Conteggiarla significa mettere sul tavolo circa 30-40 milioni di risorse in più per le Regioni. Legato a questa partita c’è l’atto integrativo del Comitato di settore, che i sindacati attendono di vedere, e la vidimazione del Mef all’eventuale ritocco.

Per l’intersindacale, si è visto dai comunicati dei giorni scorsi, si tratta di una pre-condizione per il prosieguo delle trattative, senza escludere un possibile ritorno a manifestazioni di protesta ed eventuali scioperi. Per i camici bianchi infatti l’incremento economico riservato all’area dirigenziale del Ssn dovrà essere analogo, in percentuale, a quanto riconosciuto alle altre categorie di lavoratori del Pubblico Impiego in tutti i contratti finora sottoscritti. Senza includere l’indennità di esclusività (tra l’altro ferma dal 2000), hanno calcolato i sindacati, l’incremento non sarebbe più del 3,48% ma solo del 2,94 per cento.

Ma se la parte economica resta dirimente soprattutto da un punto di vista politico, dal momento che si gioca proprio sul rapporto esclusivo con il Sistema sanitario nazionale, sarà anche importante capire se l’Aran fissa un calendario certo e stretto anche per la parte normativa. Con tutta una serie di questioni complesse da mettere nero su bianco, anche sull’onda – è l’auspicio della Fp Cgil medici – di quanto già fatto con il comparto sul fronte delle deroghe all’orario di lavoro Ue, dell’esigibilità del contratto e delle relazioni sindacali.

Poi c’è la questione dirompente della reperibilità in relazione a retribuzione e riposi ma anche la messa a regime di tutti quei capitoli che in questi otto anni di vuoto contrattuale sono rimasti al palo. In primis il nodo fondi e l’assegnazione degli incarichi. Altro elemento di complessità sarà poi il raccordo con i temi della dirigenza delle professioni sanitarie, che in questa tornata è allo stesso tavolo con dirigenti medici, veterinari e sanitari. Insomma ormai a un passo dalle elezioni l’obiettivo è quello di ottenere la massima certezza possibile sulla parte economica e una road map accettabile per tutta la parte normativa. (dal Sole 24 Ore sanità)

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28 febbraio 2018

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