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Protezione conigli di allevamento. Il Parlamento europeo chiede alla Commissione una normativa che definisca standard minimi

Il Parlamento europeo ha approvato una Proposta di risoluzione sulle norme minime per la protezione dei conigli d’allevamento, attraverso la quale si vuole dare avvio a un’ampia discussione sulla coniglicoltura nell’UE e sui metodi per l’allevamento dei conigli, incoraggiando la Commissione europea a presentare un ambizioso progetto di proposta legislativa. La proposta legislativa dovrebbe mirare a colmare le attuali lacune che portano a danni al benessere animale a livello di custodia, allevamento, riproduzione, trasporto e macellazione dei conigli da allevamento.

Nella maggior parte degli Stati membri non esiste una legislazione specifica contenente requisiti minimi obbligatori per la protezione dei conigli nell’agricoltura. L’applicazione, l’attuazione e l’esecuzione di leggi generali europee e nazionali sul benessere animale sono generalmente insufficienti e le strutture comunemente usate nell’UE per l’allevamento e l’ingrasso di conigli per la produzione di carne non rispettano neppure gli standard più basilari del benessere animale.

Si sente quindi la necessità di un miglioramento della situazione dei conigli da allevamento nell’UE e, secondo il relatore, il percorso da seguire più adeguato sarebbe una normativa unionale su standard minimi per la protezione dei conigli da allevamento.

Nella relazione e nel documento di lavoro che l’ha preceduta, sono state fornite numerose raccomandazioni. E’ fondamentale eliminare progressivamente le gabbie di batteria, compiendo una conversione verso metodi alternativi di allevamento dei conigli quali i sistemi a parco che forniscono spazio sufficiente a ciascun coniglio e dove i conigli possono essere allevati in gruppo. Gli allevamenti che effettuano una tale conversione dovrebbero essere sostenuti dai programmi per lo sviluppo rurale della PAC. I sistemi di stabulazione destinati ai conigli dovrebbero essere dotati di piattaforme o di piani rialzati nonché di materiali di arricchimento in quantità sufficienti. Inoltre, i tempi di trasporto dovrebbero essere limitati il più possibile e le attrezzature utilizzate dovrebbero consentire di assumere posture normali. Infine, i conigli dovrebbero essere completamente storditi prima di essere macellati, assicurando che non provino alcuna sofferenza, dolore o stress.

A causa delle malattie specifiche della specie e dell’alto tasso di mortalità proprio della coniglicoltura, la somministrazione abituale e diffusa di antibiotici è divenuta una necessità, ma ha inasprito i problemi legati alla crescente resistenza agli antimicrobici. In questo modo, la coniglicoltura nella sua forma attuale rappresenta anche un problema di salute pubblica: una transizione dall’allevamento in gabbia a sistemi di recinti ridurrebbe la necessità di usare antibiotici e, di conseguenza, ridurrebbe i rischi per la salute pubblica.

Il Parlamento ha approvato il testo con 410 voti a favore, 205 contro e 59 astensioni. Ogni anno nell’Unione europea vengono macellati 340 milioni di conigli, il 98% di questi viene allevato in gabbie a batteria, in spazi angusti in cui a stento questi animali riescono a muoversi.

“Abbiamo bisogno di norme minime per la protezione di questi animali, come abbiamo per galline ovaiole, maiali e mucche”, ma “allo stesso tempo, dobbiamo prendere in considerazione le esigenze economiche degli allevatori”, ha dichiarato il relatore Stefan Eck (Gue). Per questo i deputati sottolineano la necessità di trovare un equilibrio tra il benessere degli animali, la situazione finanziaria degli agricoltori e l’accessibilità della carne di coniglio per i consumatori. Per farlo insistono sulla necessità di un sostegno finanziario specifico per gli allevatori per attutire l’impatto di ogni nuova misura obbligatoria, utilizzando i fondi per lo sviluppo rurale dell’Ue.

“C’è stato un calo della domanda di carne di coniglio perché i consumatori chiedono standard di salute e di benessere più elevati per gli animali negli allevamenti”, ha fatto notare Eck secondo cui “ciò che ora dobbiamo fare è armonizzare il mercato interno e soddisfare i desideri dei consumatori tendo anche in considerazione il benessere degli animali”.

Si legge nella risoluzione approvata dal Parlamento europeo: “Si esprime preoccupazione per il fatto che i conigli allevati e ingrassati per la produzione di carne nell’Ue sono normalmente rinchiusi in gabbie antiquate che non rispettano i requisiti moderni di allevamento e dispongono di uno spazio per coniglio inferiore all’area di due comuni fogli di carta in formato A4 –– Ciò ha un impatto su movimenti quali ad esempio stirarsi, sedere e reggersi con le orecchie erette (una posizione di “guardia” tipica della specie), drizzarsi, girare comodamente e saltellare. Questa mancanza di esercizio può anche condurre all’indebolimento delle ossa, a comportamenti stereotipati e a lesioni ai cuscinetti delle zampe… E si dovrebbero stordire completamente i conigli prima di macellarli, assicurando che non provino alcuna sofferenza, dolore o stress. La macellazione deve essere effettuata senza il rischio che l’animale riprenda conoscenza”.

Nella risoluzione infine si legge che se tali raccomandazioni verranno recepite in una futura proposta legislativa e se, al fine di garantire condizioni di parità, le stesse norme verranno applicate ai prodotti derivati da conigli importati, sarà possibile influire positivamente sulla salute e sul benessere dei conigli da allevamento dell’Unione europea e rispondere alle richieste dei consumatori che vogliono standard di benessere animale più elevati in agricoltura.

La scelta di abbandonare gradulamente questo sistema di allevamento riguarda direttamente il nostro paese. L’Italia è il terzo produttore di carne cunicola in Europa, nonostante nel nostro paese i consumi di coniglio si siano dimezzati negli ultimi 25 anni (-47%), anche per via del numero sempre maggiore di persone che li considera come animali domestici.

Fonte Parlamento europeo – 21 marzo 2017

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