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Quota 100: già arrivate oltre 15mila domande in soli quattro giorni. Lunedì al via al Senato le audizioni: dalle imprese ai sindacati, fino ai vescovi e alla Caritas

 È una vera e propria corsa a «quota 100». Almeno per il momento. Alle ore 19 di ieri all’Inps risultavano arrivate già 15.652 domande di pensionamento anticipato, un terzo delle quali (5.098) presentate da dipendenti pubblici. Una pioggia di richieste quella che si è abbattuta sull’Istituto in poco più di 80 ore, al ritmo di quasi 5mila al giorno. E se questa ondata nelle prossime settimane non dovesse ridursi di dimensioni, potrebbero diventare a rischio i “tetti” fissati dal decreto all’esame del Senato: poco meno di 3,8 miliardi di spesa per 290mila uscite nel 2019.

Se il pericolo sarà reale lo si capirà nei prossimi mesi, anche sulla base del monitoraggio mensile sulle domande presentate che, per effetto del Dl, dovrà essere effettuato dall’Inps quest’anno (trimestrale dal 2020). E sulla base del quale, nel caso di possibili sforamenti, il ministero dell’Economia potrà proporre al presidente del Consiglio tagli lineari “compensativi” da far scattare anzitutto sui capitoli di spesa del dicastero del Lavoro e, in caso di necessità, su altre voci di bilancio. Un’eventualità, quest’ultima, che si renderebbe particolarmente complessa se nei prossimi mesi, con l’avvitarsi della crisi, dovesse ripartire anche la spesa per ammortizzatori sociali. A quel punto il ministero del Lavoro dovrebbe trovare coperture aggiuntive.
Naturalmente l’ondata di domande sconta, almeno nella fase iniziale, anche l’effetto “attesa” di chi era pronto a cogliere al volo l’opportunità dell’uscita anticipata. Senza considerare che non tutte le domande potrebbero essere accolte. E che, in ogni caso, l’erogazione dei trattamenti con «quota 100» sarà scaglionata con il meccanismo di “finestre mobili” previsto dal decretone.

Proprio il Dl dall’inizio della prossima settimana sarà sotto i riflettori della commissione Lavoro del Senato con il via a un lungo ciclo di audizioni (tre giorni).
Si parte lunedì con Confindustria e tutte le sigle datoriali, compreso il lavoro domestico, seguite dagli assessori al Lavoro delle Regioni. Nella stessa giornata toccherà anche a Inps, Istat e Corte dei Conti. Si prosegue poi martedì con i vescovi. La commissione Lavoro ha infatti fissato l’audizione anche della Cei, insieme a quelle di Caritas, Terzo settore, Comunità di Sant’Egidio e una serie di altre associazioni (dai senza fissa dimora al Forum dei giovani e l’associazione degli invalidi civili). Sempre martedì saranno sentiti i sindacati, l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), i consulenti del lavoro, l’Anpal e l’ispettorato del Lavoro. La tornata si chiuderà mercoledì con Inapp e Poste italiane. Al momento non è prevista l’audizione del ministro del Lavoro, e vicepremier, Luigi Di Maio.
Quanto alla corsa a «quota 100», da ieri è online sul sito del Miur la circolare attuativa del decretone con cui vengono fornite le indicazioni operative e i requisiti necessari per consentire al personale della scuola di utilizzare i pensionamenti anticipati (unica uscita a settembre). La richiesta potrà essere inoltrata online dal 4 al 28 febbraio attraverso il sistema Polis. Preoccupati i sindacati che parlano di possibile esodo dalla scuola con oltre 30mila nuovi pensionamenti quest’anno. Fin qui il numero più alto delle domande già presentate all’Inps arriva da Roma (1.500), seguono Napoli (quasi 800) e Milano (circa 600). Nel complesso più di 6.500 richieste sono partite da iscritti al Fondo lavoratori dipendenti Inps, 1.196 da commercianti e 1.083 da artigiani, oltre ai 5.098 statali.

Il Sole 24 Ore

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