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Rapine, furti ma anche nutrie e lupi. Coldiretti: «Situazione intollerabile». Incontro con il prefetto, oggi il comitato per la sicurezza. Mulas: «Più controlli»

Angiola Petronio. Da una parte i predatori «umani». Dall’altra quelli «animali». E tra rapine e furti, ma anche incursioni di nutrie, cinghiali e lupi la vita nelle zone rurali non solo non è facile, ma anche pericolosa.

Tanto che nel comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza che si terrà oggi, per la prima volta siederà anche un coltivatore diretto. A volerlo è stato il prefetto Salvatore Mulas che ieri ha incontrato il presidente di Coldiretti Verona Claudio Valente. Sarà lui oggi a raccontare a questore, comandante dei carabinieri, della finanza e della polizia provinciale le difficoltà di chi in campagna non solo vive, ma anche lavora. Difficoltà di cui ieri Valente ha parlato con Mulas. «Ci siamo rivolti al prefetto – ha spiegato il presidenti dei coltivatori – perché non è più tollerabile la situazione nelle zone rurali con continui furti e rapine, come quelle avvenute nelle scorse settimane che hanno causato feriti e terrore. Si tratta di rapinatori violenti che pare abbiano il piacere di trovare qualcuno nelle case, spesso verso sera, per creare panico tra la gente. Ci sono stati episodi gravi a danno di proprietari di agriturismi nostri soci, e di agricoltori. Sono delinquenti che non hanno il minimo pudore a intimidire persone anziane o bambini. Abbiamo chiesto al prefetto maggiore sorveglianza da parte di tutte le forze dell’ordine anche nelle zone rurali e abbiamo evidenziato che l’attuale legislazione non pare adeguata a una giusta repressione».

Per quanto riguarda i «predatori umani», il prefetto non solo farà intervenire Valente al comitato, ma ha assicurato che «da parte nostra rimoduleremo la sorveglianza anche nelle zone rurali». E se la vigilanza da parte dele forze dell’ordine verrà intensificata, Mulas ha dato anche qualche indicazione per il «fa da te». «Si possono illuminare di più le contrade, fare installare telecamere di videosorveglianza e aiutarsi tra confinanti per un controllo vicendevole».

Ma è sui predatori animali» che il prefetto altro non può fare, se non portare le istanze dei coltivatori al governo regionale e a quello centrale. «Abbiamo parlato del problema delle nutrie – ha sottolineato Giuseppe Ruffini, direttore di Coldiretti Verona –, oggi considerate non più fauna selvatica ma specie nociva, che continua a causare gravi danni alla sicurezza del territorio e per le quali non si è riusciti ancora ad attuare un piano d’intervento efficace. Abbiamo, poi, evidenziato l’emergenza lupi e cinghiali. I lupi, oltre ad uccidere gli animali con grave danno economico per gli allevatori, si aggirano ormai anche vicino ai paesi e nelle strade provinciali, senza timori, creando paura tra gli abitanti nonché il rischio di causare incidenti». Mulas ha assicurato che riferirà la situazione sa in Regione che ai ministeri competenti». E a chiedere interventi incisivi sui fronti delle predazioni è il consigliere regionale Stefano Valdegamberi. «La giunta regionale – dice – dichiari lo stato di emergenza per la Lessinia e chieda al governo di stabilire il numero massimo di lupi compatibili con questo territorio e di poter abbattere o allontanare tutti gli altri».

Il Corriere di Verona – 29 novembre 2017

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