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Regione, un freno agli extra dei dipendenti. A Vernizzi e Greco i compensi più elevati

Ad un anno esatto dalla delibera firmata dal vice governatore Marino Zorzato, che mirava a dare un freno agli incarichi extra dei dipendenti della Regione (leggasi collaudi, progettazioni e perizie, commissioni, docenze e consulenze varie), Palazzo Balbi ha pubblicato l’elenco dei lavori autorizzati nell’arco del 2012 in ossequio alle nuove disposizioni sulla trasparenza.

Un argomento assai delicato, perché in molti casi coinvolge segretari regionali e dirigenti dagli stipendi già piuttosto elevati (142 mila euro lordi l’anno i primi, 99 mila i secondi) e perché in passato non sono mancati momenti di polemica e tensione sul punto sia tra i vertici politici e le strutture amministrative che all’interno di queste ultime, tra dipendenti e dipendenti.

Spiegò all’epoca Zorzato: «Per quanto bravi siano i nostri dirigenti, non sono Superman, per cui è chiaro che se si dedicano per troppo tempo ad altro finiscono col sacrificare il loro primo lavoro, quello in Regione. E’ una questione di correttezza di sistema: se si tagliano gli stipendi a tutti, perché il momento storico ce lo impone, non possiamo ammettere che esistano zone franche ai vertici dell’amministrazione. Il limite agli incarichi, poi, speriamo possa allargare un po’ la platea delle persone interessate. Quello degli incarichi extra, infatti, è un club, diciamo così, piuttosto ristretto ed esclusivo».

La delibera in questione conteneva tre paletti (massimo 3 incarichi all’anno, non più di 100 ore autorizzabili, compensi non superiori al 25% dello stipendio annuo lordo del dipendente coinvolto) che a scorrere la lista resa nota da Palazzo Balbi non sempre sembrano essere stati rispettati alla lettera, forse anche perché efficaci soltanto a partire dalla seconda metà dell’anno. L’obiettivo, in ogni caso, sembra essere stato centrato: se nel 2010 gli extra ammontavano alla cifra monstre di 3,1 milioni di euro, e nel 2011 erano già scesi a 2,8 milioni, nel 2012 si sono infatti fermati a 767.482 euro, per un totale di 498 incarichi. Molti di questi riportano compensi quasi irrisori (100-200 euro) ed in tre casi risultano addirittura essere stati prestati a titolo gratuito, ma non mancano le eccezioni, di tutto rispetto. Vediamole in ordine di importanza. Al vertice della classifica dei primi dieci nomi per importo si piazza il segretario delle Infrastrutture Silvano Vernizzi con 96 mila euro per il collaudo del nuovo ospedale per acuti dell’Usl di Este. A pari merito, con lo stesso importo e per la stessa opera, c’è Maria Antonietta Greco delle Direzione riforme istituzionali. Secondo posto per Michele Baldin (30 mila euro come esperto al servizio del commissario per l’emergenza dei canali portuali di Venezia), anche lui a pari merito con Paolo Campaci del Servizio Bonifiche (identica cifra per identico incarico), al terzo posto c’è di nuovo Vernizzi (23.1616 euro per il collaudo della conca di navigazione, le porte e le opere della Bocca di Malamocco per conto del Magistrato alle Acque), al quarto il segretario Affari generali del consiglio Stefano Amadi (23 mila euro come membro dell’organismo di valutazione indipendente di Avepa), con Fabio Milocchi della Direzione Risorse umane (stesso importo e stesso incarico). Al quinto posto c’è Giorgia Vecchiato (21.666 euro per la formulazione di un accordo bonario a favore della Regione) e al sesto Alvise Lucchetta (18 mila euro per il collaudo della palestra di roccia di Sopiazes, nel Comune di Cortina). Chiude la miniclassifica Tiziano Pinato della Difesa del suolo (17.226 euro per il collaudo di una cassa di colmata per conto di Sifa spa). L’elenco completo è disponibile sul Bur.

Corriere del Veneto – 30 luglio 2013

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