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    Regione Veneto, approvata legge tagli politica. Ecco quello che cambia

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche20 Dicembre 2012Nessun commento6 Minuti di lettura
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    Adeguate indennità e rimborsi dei consiglieri e spese dei gruppi alle disposizioni del decreto del Governo. Il Veneto è la prima regione

    VENEZIA – Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la legge per la riduzione e il controllo delle spese delle istituzioni regionali, dando così immediata applicazione alla legge 213 approvata il 7 dicembre dal Parlamento. Il testo, firmato dai membri dell’Ufficio di Presidenza di palazzo Ferro-Fini e dai capigruppo di Pdl, Lega, Pd, Idv, Udc e della lista Bortolussi, adegua indennità e rimborsi dei consiglieri e spese dei gruppi consiliari alle disposizioni del decreto del Governo n. 174 sul contenimento dei costi della politica nelle Regioni (convertito in legge il 7 dicembre).

    Relatore in aula il capogruppo del Pdl Dario Bond, che ha messo in luce come il Veneto sia la prima Regione ad adeguarsi alle nuove norme di risparmio concordate tra Governo e Regioni in sede di Conferenza Stato-Regioni. Le riduzioni previste riguardano lo stipendio dei consiglieri e le spese per i gruppi, ma non i vitalizi (come previsto dal decreto legge 174) perchè il Consiglio regionale li ha già aboliti un anno fa, con decorrenza a partire dalla prossima legislatura. Nè ci sono novità per gli assegni di fine mandato (il Tfr dei consiglieri), perchè il Veneto, anticipando i contenuti della legge nazionale, ne ha già stabilito l’importo massimo in una mensilità l’anno per non più di dieci anni di mandato consiliare.

    La legge per la riduzione e il controllo delle spese delle istituzioni regionali approvata dal consiglio regionale del Veneto, che riguarda i cosiddetti «costi della politica», va a toccare vari aspetti economici relativi ai consiglieri e ai gruppi, introducendo anche specifiche norme di trasparenza sia per i redditi personali che per i bilanci. Per quanto riguarda lo stipendio dei consiglieri, il testo di legge approvato riduce l’indennità di carica mensile (dagli attuali 7.707,37 a 6.600 euro) e rimodula l’indennità di funzione (elemento della retribuzione legato all’incarico ricoperto all’interno dell’istituzione), stabilendo un tetto massimo di 2700 euro lordi per i presidenti di Giunta e Consiglio e minimo di 2100 per vicepresidenti e segretari di commissione e revisori dei conti. Vicepresidenti di Giunta e Consiglio, assessori e capigruppo, vice capigruppo, presidenti e vicepresidenti di commissione, componenti dell’ufficio di presidenza avranno un’indennità uguale per tutti di 2400 euro. Sino ad oggi, invece, le indennità di funzione erano diversificate a seconda dell’incarico, da un massimo di 2194,43 euro per i vicepresidenti di Giunta e Consiglio a un minimo di 877,77 per i segretari di commissione e i consiglieri revisori dei conti. I consiglieri privi di alcun incarico non riceveranno alcuna indennità di funzione, ma solo l’indennità «base» di 6.600 euro.

    Cambia anche il sistema dei rimborsi spese, esentasse, che sino ad oggi si articolava in una diaria mensile di 2250 euro, uguale per tutti, nel rimborso spese chilometrico e in rimborso spese forfettario di 2100 euro per l’attività politica extraistituzionale: le nuove norme prevedono un rimborso spese omnicomprensivo di 4500 euro uguale per tutti, indipendentemente dalla distanza chilometrica da Venezia. Ma il rimborso potrà essere ridotto nel caso di assenza alle sedute o di mancata partecipazioni alle votazioni o in caso di utilizzo di auto blu. Il rimborso spese assorbe gli attuali benefits, come l’abbonamento alla rete autostradale regionale. I consiglieri continueranno, invece, a beneficiare dell’utilizzo del garage a Piazzale Roma e del servizio di motoscafi per raggiungere Palazzo Ferro-Fini. A conti fatti, i presidenti di Giunta e Consiglio riceveranno un’indennit… di 13.800 euro lordi, vicepresidenti di Giunta e Consiglio, assessori, membri dell’Ufficio di Presidenza e presidenti di gruppi e commissioni consiliari riceveranno un lordo mensile di 13.500 euro.

    I consiglieri con gli incarichi meno remunerativi (vicepresidenti di gruppi e commissioni, segretari di commissioni, revisori dei conti) percepiranno un assegno mensile lordo di poco inferiore, 13.200 euro. I consiglieri privi di funzioni avranno 11.100 euro al mese. Per quanto riguarda la spesa per il funzionamento dei gruppi consiliari (che nel 2012 ha assorbito 4,7 milioni del bilancio del Consiglio regionale su un totale di quasi 50 milioni di euro), i tagli saranno pi— consistenti: il contributo finanziario sarà parametrato al numero dei consiglieri (5 mila euro per ognuno dei 60 consiglieri, pari a 300 mila euro) e degli abitanti della regione (5 centesimi per abitante, pari a 250 mila euro) e scenderà quindi dai 1.232.764 euro di quest’ anno ai 543.316 mila euro per il 2013. Ma il Consiglio regionale continuerà a farsi carico delle spese strutturali dei gruppi (sede, utenze, personale assegnato dall’organico regionale, strumentazione e telefoni), rispettando i parametri fissati dal decreto 174 (ora legge 213) che per il Veneto valgono circa 3.800.000 euro e impongono un tetto alle spese per il personale assunto dall’esterno su chiamata fiduciaria. La legge approvata introduce, inoltre, precise norme di trasparenza sia per redditi e situazione patrimoniale dei consiglieri sia per i bilanci dei gruppi consiliari prevedendo l’obbligatoriet… della presentazione delle relative dichiarazioni pena, in caso di inadempienza, di sanzioni amministrative. La legge approvata contiene e razionalizza la spesa anche per la «macchina» amministrativa della Regione: impegna la Giunta a ridurre entro fine anno i compensi degli amministratori di società partecipate (che non potranno superare quelli dei presidenti di Giunta e Consiglio) e a tagliare del 15% i canoni di locazione relativi ad immobili ad uso istituzionale, impone di dimezzare le spese rispetto al 2011 per acquisto, sfoltisce i consigli di amministrazione e gli organi di controllo negli enti strumentali e nelle società partecipate imponendo un tetto massimo di 5 componenti nei Cda, e di 3 componenti nei collegi dei revisori dei conti.

    Tra le misure di contenimento della spesa amministrativa c’è anche la riduzione a 7 euro dei buoni pasto anche negli enti strumentali o collegati alla Regione e l’obbligo di tagliare del 20 per cento gli oneri finanziari di enti, aziende e agenzie regionali. Si prevede, infine, l’istituzione del «Collegio dei revisori dei conti» che sarà l’organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione regionale. Il collegio, composto di tre membri nominati dallo stesso Consiglio regionale e in carica per la durata di tre anni, dovrà esprimere il proprio parere obbligatorio sui disegni di legge di bilancio ed effettuare verifiche e controlli sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione regionale. La legge entra in vigore d’urgenza (il giorno successivo la sua pubblicazione sul Bur), in modo da evitare il taglio dell’80 per cento dei trasferimenti erariali per il 2013, esclusi sanità e trasporto pubblico locale, penalizzazione prevista dalla legge nazionale per quelle Regioni che non abbiano provveduto entro il 23 dicembre a contenere le proprie spese di funzionamento.

    Corriere del Veneto – 20 dicembre 2012

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