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Report alla Ue. Coldiretti: fare nomi dei prodotti adulterati

“E’ necessario rendere pubblici i nomi dei prodotti (sui 454 esaminati) risultati positivi per presenza di carne equina superiore all’1% non dichiarata per fare davvero chiarezza su uno scandalo senza precedenti che ha truffato circa 30 milioni di consumatori che acquistano piatti pronti, danneggiato le ditte che si sono comportate correttamente e distrutto il mercato della carne di cavallo in Italia”.

E’ quanto chiede il presidente della Coldiretti Sergio Marini, che precisa: “Non si deve archiviare sbrigativamente un inganno globale che ha colpito un prodotto sui cinque esaminati grazie all’attivita’ dei Nas dei Carabinieri”.

Secondo il numero uno di Coldiretti, “occorre fare immediatamente chiarezza sulle cause e i colpevoli per eliminare tutti i prodotti a rischio dal mercato, ma anche per prendere le precauzioninecessarie affinche’ questa situazione non si ripeta mai piu’ per la
carne e per tutti gli altri prodotti alimentari. Una responsabilita’ che riguarda anche le autorita’ pubbliche a livello nazionale e comunitario che – sottolinea Marini – ora devono recuperare il tempo perduto con interventi strutturali come l’obbligo di indicare la provenienza e il percorso degli alimenti in etichetta per farla conoscere ai consumatori e scoraggiare il proliferare di passaggi che favoriscono le truffe. Siamo di fronte a un inganno globale che – aggiunge – ha coinvolto anche le piu’ grandi multinazionali del settore che dovrebbero seriamente interrogarsi sui propri sistemi di controllo qualita’ e sulle politiche di approvvigionamento delle materie prime adottate fino ad ora”.

“E’ stato infatti smascherato – precisa Marini – un giro vorticoso di partite di carne che si spostano da un capo all’altro dell’Europa attraverso intermediazioni poco trasparenti che favoriscono il verificarsi di frodi e inganni. Le aziende alimentari -conclude Marini – dovrebbero ora valutare seriamente l’opportunita’ di acquistare prodotti locali che offrono maggiori garanzie di qualita’ e
sicurezza alimentare ed evitare lunghi, costosi e inquinanti trasporti. Sulla base del rapporto trasmesso dal ministero della Salute alla Commissione europea sono stati prelevati dai Carabinieri per la tutela della salute (Nas), 454 campioni, di cui 93 sono risultati positivi per presenza di carne equina superiore all’1%, che doveva invece essere dichiarata. Quanto invece alla ricerca di fenilbutazone sono stati analizzati 323 campioni di muscolo equino e 51 campioni di sangue. In nessuno – conclude – e’ stato rinvenuto fenilbutazone”.

Adnkrons Salute – 16 aprile 2013

 

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