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Responsabilità medica, il dpr al Consiglio di stato. E in attesa che il provvedimento sia approvato, i medici pensano a convenzioni ad hoc

di Benedetta Pacelli. Al Consiglio di stato il dpr sulla responsabilità professionale dei camici bianchi. E in attesa che il provvedimento, dopo mesi di attesa, sia approvato, i medici (cassa e ordine insieme) pensano a convenzioni ad hoc. Anche perché il regolamento in questione, in attuazione decreto Balduzzi (n. 158 del 2012), non riuscirà, come affermato dallo stesso ministro della salute Beatrice Lorenzin, «a risolvere tutti i problemi connessi a questo tema».

Soprattutto perché in questa norma viene pressoché meno uno dei principi cardini del testo, cioè il Fondo rischi sanitari pensato per garantire idonee coperture assicurative a chi opera nelle cosiddette aree a rischio (ginecologia, chirurgia, ortopedia e anestesia). La Balduzzi prevedeva che questo fondo fosse finanziato anche dalle compagnie assicurative fino a un massimo del 4% della raccolta premi della Rc sanità dell’anno precedente. Il problema, come denunciato in passato dalla Fnomceo, la Federazione dei medici e degli odontoiatri, è che calcoli alla mano si parla di uno stanziamento assolutamente irrisorio rispetto agli obiettivi. Ecco perché il gruppo di lavoro istituto tra i due enti, Fnomceo e Cassa (Enpam), sta lavorando per garantire una copertura che tuteli tutte le categorie di medici e odontoiatri, anche quelle più a rischio. In questo senso come ha spiegato Luigi Conte, segretario generale della Federazione dei medici, «stiamo pensando di elaborare delle classi di rischio a seconda delle specialità e poi, proprio per tutelare le fasce più deboli di pensare a un modello solidaristico per l’assicurazione. Un sistema che va pensato con attenzione affinché nessuno ne venga danneggiato». In generale comunque ha chiuso Conte, «da quando questa nuova legge è entrata in vigore, la Fnomceo è impegnata nella messa a punto di un progetto che possa rispondere alle esigenze dei colleghi, con l’obiettivo di portare serenità nell’esercizio professionale quotidiano. Ci siamo assunti questo impegno come prioritario per rispondere a questa problematica emergente per tutti i colleghi». «Sia la Fondazione Enpam sia la Fnomceo», ha invece dichiarato il presidente della Fondazione Enpam Alberto Oliveti, «hanno avviato nel corso del 2014 ricerche e iniziative per fornire agli iscritti le possibili risposte all’obbligo di legge. È ora particolarmente appropriato impegnarsi in questo ulteriore sforzo istituzionale congiunto».

ItaliaOggi – 27 gennaio 2015

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